sabato 17 giugno 2017
Manifestazione a Roma. Camusso: il governo li ha abrogati e poi reintrodotti sotto una nuova veste, ma la protesta continua. In piazza anche Bersani e Speranza
La Cgil torna in piazza: schiaffo alla democrazia

La Cgil prosegue la sua battaglia contro i voucher e torna in piazza contro la reintroduzione del provvedimento, definita "uno schiaffo alla democrazia". Dopo essere stati abrogati dal Governo con un decreto legge, i buoni sono stati reintrodotti, sotto nuova e più limitata veste, attraverso la manovrina. "Un veicolo un pò clandestino", secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.


All'esecutivo, Camusso rimprovera di avere avuto paura "di condurre una battaglia a viso aperto: hanno giocato sul fatto che la nostra memoria fosse breve e che bastasse superare la data del 28 maggio perché nessuno ponesse problemi, ma non sarà così". Ma "la nostra battaglia non finisce qui", incalzala leader della Cgil, che ribadisce la volontà di ricorrere alla Corte costituzionale e si rivolge al capo dello Stato,Sergio Mattarella, per denunciare "una esplicita violazione" della Carta. In pochi giorni, fa sapere la Cgil, sono state raccolte già 150mila firme contro il ripristino dei voucher.

A far sentire la propria voce in piazza sono scesi studenti, lavoratori, disoccupati e pensionati, che hanno sfilato per le vie della capitale in due diversi cortei partiti intorno alle 9 di stamattina, uno da piazza della Repubblica e uno da piazzale Ostiense, per poi riunirsi a piazza San Giovanni. Simbolo della manifestazione una grande mano rossa a simboleggiare, appunto "lo schiaffo alla democrazia" dato dal governo ai cittadini.In attesa di dati precisi la Cgil parla di "una buona partecipazione" nonostante le alte temperature.


Tra i presenti alla manifestazione, un'ampia delegazione di Mdp, guidata da Pierluigi Bersani, Roberto Speranza, Francesco Laforgia e Guglielmo Epifani. In corteo anche Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. "Ci sono molti che partecipano a questa manifestazione e altri che non lo fanno" , osserva Camusso riferendosi a Giuliano Pisapia, che ieri aveva scritto una lettera alla segretaria generale nella quale condivideva l'appello della Cgil ma oggi non era a San Giovanni. "Ma questa", conclude Camusso, "è una manifestazione della Cgil, non è la palestra di nessun altro".

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