Il raid. Da Milano a Pechino, l'Avventura Gialla della C4 Cactus


Alberto Caprotti sabato 15 luglio 2017
Quaranta giorni di viaggio, 9 Paesi attraversati tra neve e deserti e 17.038 chilometri percorsi a bordo di una Citroen Cactus di serie: il diario di viaggio di due trentini senza paura
Da Milano a Pechino, l'Avventura Gialla della C4 Cactus

Alla fine sono arrivati. Dopo 40 giorni di viaggio e 17.038 chilometri percorsi su diversi fondi stradali, la C4 Cactus strettamente di serie ce l'ha fatta, tagliando il “traguardo” di Pechino e concludendo con successo l’Avventura Gialla. Il viaggio era partito venerdì 28 aprile, dalla storica sede milanese di Citroën Italia di via Gattamelata, e ha attraversato ben 9 Paesi: Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Kazakistan, Kirghizistan e Cina. La vettura utilizzata per l’Avventura Gialla è una Citroën C4 Cactus PureTech 110 strettamente di serie, dotata di Grip Control e personalizzata nella livrea esterna con una mappa che sintetizza il tragitto del viaggio. Unica eccezione, una bagagliera sul tetto, accessorio reso necessario per la presenza di due pneumatici di scorta sistemati nel bagagliaio.

Il viaggio ha ricalcato in larga parte il tragitto della “Crociera Gialla”, la famosa spedizione organizzata nel 1931 da Citroën per esplorare una parte dell’Asia e dell’Estremo Oriente, a quel tempo, poco conosciuta, se non addirittura sconosciuta agli occidentali. E ha permesso di evidenziare ancora una volta l’amore per le sfide e l’audacia che contraddistingue il brand Citroën da quasi cento anni oltre l’affidabilità, la robustezza e la versatilità di Citroën C4 Cactus in tutte le situazioni ambientali e stradali.
Avventura Gialla si inserisce nella lunga tradizione del Marchio fatta di spedizioni e di raid in terre lontane, soprattutto in quell’Estremo Oriente che per Citroën ha sempre avuto un fascino particolare.


Franco e Massimo, i protagonisti

I trentini Franco e Massimo Gionco sono stati i protagonisti di Avventura Gialla. Sono padre e figlio, viaggiatori per vocazione, insieme alle loro compagne. Per loro viaggiare è un mezzo per raccontare l’emozione e l’ambiente, un vero e proprio stile di vita. Reporter e fotografi, la loro ultima realizzazione editoriale è “Un Mondo da vivere”: un atlante di geografia vissuta, di abbaglianti nevi negli angoli più incredibili del mondo, di affascinanti bellezze naturali. Un libro dove l’avventura, come scoperta del meraviglioso mondo che ci circonda, è protagonista assoluta.

Quindici tappe e 500 km al giorno

Le 15 tappe sono state percorse con una media di 500 chilometri giornalieri, mentre la tratta più lunga di oltre 800 è stata quella kazaka da Aktay a Mukur. Il diario di viaggio dei protagonisti al volante ha evidenziato il fatto che ogni chilometro percorso ha procurato una meravigliosa scoperta e i paesaggi più spettacolari si sono alternati a emozioni derivate da incontri con persone di varie etnie, animali esotici e villaggi e città dalle culture affascinanti. Lungo il tragitto, lo stile “unconventional” di C4 Cactus ha destato l'attenzione di molti, i selfie sono stati numerosi e tante le richieste di informazioni sul viaggio e la provenienza dell’equipaggio.

Citroën C4 Cactus con Grip Control, 100% outdoor

Citroën C4 Cactus, audace e innovativa, è l'unconventional crossover per eccellenza. Propone design, comfort, tecnologia utile, con soluzioni inedite e controcorrente, come gli Airbump® che ne esaltano l'estetica e la proteggono dai piccoli urti tipici dell'utilizzo urbano, o i sedili anteriori “Sofà”, pensati per garantire livelli di comfort inediti, rendendo l’abitacolo un luogo piacevole, conviviale, elegante. Ma anche il tetto in vetro panoramico a elevata protezione termica, per godere della luce naturale. Idee intelligenti e di carattere si combinano all'interfaccia tecnologica 100% touch: i classici pulsanti hanno lasciato spazio ad un sistema multimediale sofisticato di controllo. Tramite il Touch Pad da 7” il guidatore comanda la climatizzazione, la radio, i sistemi di assistenza alla guida, il telefono. Il sistema elettronico Grip Control regala una motricità rinforzata che consente di muoversi in sicurezza anche sui fondi più insidiosi, come quelli affrontati dai due protagonisti di Avventura Gialla. Con il solo “ausilio” del Grip Control e degli pneumatici polivalenti Michelin CrossClimate+ 205/50 R17, C4 Cactus ha affrontato nel suo lungo viaggio i difficili passi himalayani sopra i 4mila metri e le strade sterrate del centro Asia, spesso appena tracciate. Citroën C4 Cactus è disponibile con motorizzazioni diesel BlueHDi da 100 cavalli e benzina PureTech con potenze da 75, 82 e 110 cavalli disponibili anche con cambi manuali, ETG ed automatici EAT6 di ultima generazione. Proprio il motore PureTech 110 S&S ha equipaggiato la vettura di Franco e Massimo Gionco e per il terzo anno consecutivo è stato eletto “Engine of the year” nella categoria con cilindrata da 1.0 a 1.4 litri.

Diario di viaggio in territorio cinese: la Via della Seta

La seconda parte del viaggio è stata particolarmente affascinante e si è svolta interamente nell’immenso territorio cinese. Quasi 7.000 chilometri, percorsi in 15 giorni di viaggio, dal lago di Karakul, a 190 km a sud est di Kashgar nell'estremo est del paese, fino a Pechino. Ecco alcuni degli appunti di viaggio dei protagonisti

Il deserto di Taklamakan,
Tratta: Kashgar, Xinjiang, Cina - Luntai, Xinjiang, Cina
Chilometri di tratta: 1.466
Chilometri dalla Partenza: 12.093
Kashgar, geograficamente più vicina a Teheran che a Pechino, è stata per millenni l'epicentro economico della regione, dove soggiornava anche Marco Polo nei suoi viaggi lungo la Via della Seta che da qui si dirama in superiore ed inferiore, ovvero sopra e sotto il terribile deserto del Taklamakan, soprannominato "mare della morte". Dopo aver imboccato la via inferiore, o meridionale, passando per un paesaggio che sembra ripetersi all'infinito, veniamo travolti da una bufera di sabbia. La luce sembra spegnersi, la visibilità cala a tratti a meno di 20 metri!
Da Minfeng puntiamo decisamente verso nord per attraversare completamente i 560 km del deserto del
Taklamakan: un mare di dune e sabbia. Quando fermiamo il motore il silenzio è assordante.
Ci lanciamo in qualche fuoristrada poco impegnativo, inserendo la funzione "sand” del Grip Control per
tagliare alcune curve della "Desert Highway", una strada lunga più di 500 km, tutta costeggiata da cespugli
3/5 che vengono piantati ed innaffiati regolarmente per bloccare l'avanzata delle dune ed il continuo coprirsi di sabbia della carreggiata!

Dallo Xinjiang al Gansu, ancora deserti senza fine!
Tratta: Luntai, Xinjiang, Cina - Dunhuang, Gansu, Cina
Chilometri di tratta: 1.385
Chilometri dalla Partenza: 13.478
Partiti da Hotan, abbiamo percorso 580 chilometri per arrivare a Turpan, la città più calda della Cina con temperature nei mesi estivi perennemente sopra i 40°. Turpan inoltre è costruita al centro di una delle depressioni più bassa del mondo, siamo a -154 metri sotto il livello del mare!
Qui visitiamo le rovine dell'antica città di Jiaohe, una delle più antiche (risale a 1600 anni fa) e più grandi nel suo genere. Lasciamo la provincia dello Xinjiang ed attraversiamo una parte del temuto Deserto dei Gobi per entrare nel Gansu. Durante il viaggio scorgiamo in lontananza uno dei campi eolici più grandi della Cina, sono oltre 5.000 le pale che roteano in questo deserto perennemente sferzato dal vento!

La Muraglia Cinese
Tratta: Dunhuang, Gansu, Cina - Wuwei, Gansu, Cina
Chilometri di tratta: 978
Chilometri dalla Partenza: 14.456
Alle prima luci del giorno saliamo le ripide dune del "Monte delle Sabbie Canore" ad ammirarne l'oasi chiamata "Lago della Mezzaluna" con la sua peculiare pagoda. Uno spettacolo surreale sospeso nel tempo e nello spazio, anche se popolato da tantissimi turisti cinesi: Dunhuang infatti, viste le sue bellezze, è diventata una delle mete principali del crescente turismo interno!
Altra vera ed imperdibile bellezza della zona sono Le Grotte di Mogao: una delle più grandi ed importanti raccolte di arte buddista del mondo! In tutta l'area sono presenti più di 450 grotte ognuna con statue e dipinti di varie epoche, tutte realizzate tra il 344 ed il 1227. Poi vennero abbandonate e dimenticate, coperte in parte da sabbia e detriti e solo all'inizio del 1900 furono ufficialmente riscoperte.
Il giorno seguente ci rimettiamo in marcia sotto un cielo costantemente bianco latteo e dopo qualche ora di guida attraverso un inospitale paesaggio lunare, quasi improvvisa ci appare la Muraglia Cinese! L'emozione è forte. La Muraglia ci accompagna per chilometri e chilometri, compare e scompare: alle volte lascia intravedere solo i resti di una torre, alle volte corre parallela all'autostrada. Usciti dall'autostrada, deviamo per le rocce arcobaleno di Zhangyè dove la gamma di sfumature e le prospettive delle formazioni rocciose creano uno spettacolo mozzafiato.

L'esercito di Terracotta
Tratta: Wuwei, Gansu, Cina - Xi'an, Shaanxi, Cina
Chilometri di tratta: 982
Chilometri dalla Partenza:15.438
La C4 Cactus ha superato i 15.000 chilometri dalla sua partenza da Milano. In questi giorni finalmente splende il sole, abbiamo abbandonato le zone desertiche continuamente invase da una fastidiosa polvere a mezz'aria che rendeva il cielo latteo filtrando la luce del sole!
In questa tratta di viaggio siamo rimasti affascinati dai monasteri del monte Kongtong a Pingliang e dall’incredibile esercito di terracotta a Xi'an. Il Kongtong Shan è uno dei monti più importanti dell'universo culturale Taoista, un complesso di decine di templi, anche Buddhisti, che si ergono a picco su un lago artificiale, fino all'altezza di 2.100 metri. Un paesaggio veramente suggestivo, con i mantra dei monaci in preghiera che riecheggiano nel silenzio.
4/5
L'esercito di terracotta è invece un sito riconosciuto a livello mondiale e per questo visitato da decine di migliaia di visitatori ogni anno: il suo valore storico ed il suo fascino sono assolutamente fuori discussione. Per più di 2000 anni, questo esercito sotterraneo di migliaia di soldati a grandezza naturale ha montato la guardia all'anima del primo imperatore, unificatore della Cina. Nella zona più estesa, conosciuta come fossa no.1, un vero e proprio hangar di dimensione gigantesche fornisce riparo a 2000 guerrieri, ma altri 4000 sono probabilmente in attesa di venire riportati alla luce!
Il nostro viaggio ora prosegue e ci aspettano ancora tante bellezze da scoprire prima di raggiungere Pechino, da cui ci separano ancora circa 1.200 chilometri.

La fine del viaggio a Pechino
Tratta: Xi’an, Shaanxi, Cina - PECHINO, Cina
Chilometri di tratta: 1.600
Chilometri dalla Partenza: 17.038
Ultimi giorni di viaggio, ultimo rush finale fino a Pechino!
Sfrecciamo veloci con la nostra C4 Cactus tra chilometri e chilometri di Cina, fermandoci ogni giorno in un posto incredibile. Abbiamo scoperto che la Cina è ricchissima di bellezze naturali e culturali, dove l'unione di uomo e natura ha dato vita a luoghi magici e mistici.
Luoghi magici come le grotte di Longmen ed i suoi 100.000 Buddha scolpiti nella roccia, di cui alcuni enormi - il più alto misura 17 metri – e alcuni minuscoli, tutti finemente cesellati nella roccia!
Luoghi mistici come il tempio Shàolin di Anyang dove oggi si allenano migliaia di giovani provenienti da tutta la Cina. Le loro urla riecheggiano di incitamento durante gli allenamenti di arti marziali, già dalle prime luci dell'alba.
L'arrivo a Pechino è emozionante, liberatorio ed impegnativo: oltre 2 ore di traffico intenso per percorrere gli ultimi 18 chilometri che sembravano non finire mai. L'ultimo giorno in compagnia della "nostra" Cactus, compagna e casa viaggiante è dedicato alla sua spedizione in Italia: la parcheggiamo dentro ad un container dove viene fotografata, chiusa e sigillata in nostra presenza e solo in nostra presenza sarà "liberata" a Genova quando arriverà in Italia.
E qui si conclude la nostra meravigliosa avventura.

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