L'allarme. Sempre più buche, sempre meno asfalto


Redazione Motori domenica 16 luglio 2017
Preoccupante rapporto dell'Associazione manutentori che riguarda tutta l'Italia. A Roma le strade “groviera” hanno causato 2.700 cause con richieste di risarcimento per danni verso il Comune
Sempre più buche, sempre meno asfalto

Emergenza manutenzione per le strade italiane in questa prima parte del 2017. A lanciare l'allarme è la Siteb, l'associazione che riunisce le aziende e i professionisti che si occupano di progettare, costruire e controllare lo stato della rete viaria del Paese. Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi, nei primi quattro mesi dell'anno l'utilizzo dell'asfalto è sceso del 4,7%, un dato che peggiora il valore riscontrato nello stesso periodo del 2016, anno che è stato per i consumi di conglomerato bituminoso il più basso di sempre. E questo, viene sottolineato, nonostante le nostre arterie siano in troppi casi dei colabrodo, con pericolose implicazioni per la sicurezza della circolazione.

L'indagine periodica, condotta dai rappresentanti dei costruttori e manutentori di strade che a livello nazionale contano su circa trecento associati (aziende, P.A. e ingegneri liberi professionisti), mette in evidenza, appunto, il nuovo record negativo per l'asfalto con una flessione nel primo quadrimestre del 4,7%, dopo il minimo storico di fine 2016, anno che aveva fatto registrare complessive 23 milioni di tonnellate contro i 45 milioni del 2006. La situazione, chiarisce la Siteb in una nota, potrebbe addirittura peggiorare: «In quella che solitamente rappresenta la stagione delle manutenzioni (maggio-settembre), al momento - si legge - i lavori tardano a sbloccarsi, le buche continuano ad aumentare in volume e ampiezza e cresce il numero delle strade ammalorate chiuse al traffico e in cui, per ragioni di sicurezza, entrano in vigore nuove limitazioni alla circolazione e della velocità».

Viene, inoltre, spiegato come normalmente in tale periodo venga effettuato il 70% dei lavori di manutenzione. Nella stessa nota,
infine, si mette in evidenza «il caso Roma, con un'asfalto groviera che, secondo la Corte dei Conti, ha prodotto 2.700 cause con richieste di risarcimento verso il Comune per i danni causati dalla “epidemia buche” e lavori di manutenzione che ancora oggi tardano a partire in modo deciso».

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