I dati. Apprendistato in crescita in Lombardia


sabato 1 aprile 2017
Dei 2.600 apprendisti pianificati dalla Regione entro il prossimo settembre, quasi il 55% è già realtà
Apprendistato in crescita in Lombardia

Dei 2.600 giovani apprendisti pianificati da Regione Lombardia entro il prossimo settembre, quasi il 55% è già realtà; a inserire nel mondo del lavoro circa l’80% dei 1.400 apprendisti, è stato il network dei 44 enti di Aef Lombardia a cui si rivolgono oltre 45mila studenti per un percorso di formazione professionale. Si tratta del primo anno di sperimentazione del nuovo apprendistato per il conseguimento dei titoli di studio (III-IV anno e Ifts): in Lombardia questo contratto ha trovato terreno fertile, grazie alla legge Aprea, che ha anticipato i tempi sulla cosiddetta legge Bobba e che ne ha colto appieno le opportunità.

A presentare lo stato dell’arte del nuovo apprendistato e le azioni di rete sulla sensibilizzazione e diffusione del sistema duale lombardo - oltre alla presentazione di un vademecum tecnico frutto della collaborazione tra Aef Lombardia e le Associazioni datoriali e sindacali, utile per accompagnare le imprese ad avviare contratti e a costruire percorsi con il nuovo apprendistato - sono intervenuti diversi esponenti del monto politico, sindacale e imprenditoriale. La guida è disponibile al link: www.formazioneprofessionalelombardia.it/Pagina.aspx?sect=30&topic=19


Aef Lombardia promuove, all’interno del progetto Master, Modello di Apprendimento duale promosso dal Sistema di Rete, l’analisi dei fabbisogni di cinque comparti delle imprese lombarde in base a cui valutare l’introduzione di competenze innovative nei profili esistenti, la curvatura delle qualifiche e dei diplomi fino alla costituzione di nuove figure professionali. Al centro dell’indagine sono i comparti: agro-alimentare e turistico, manifattura artigiana e benessere , meccanica e meccatronica, servizi e altri settori industriali. I capofila del progetto sono gli enti Capac, Ciofs Lombardia, Cnos, Enaip), Galdus. Il progetto è promosso e coordinato da Aef Lombardia in collaborazione con l’associazione di studi e ricerca Città dei Mestieri di Milano, le associazioni di categoria Apindustria Lombardia, Assolombarda, Confartigianato Lombardia, Confimi Industria, Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Unione Artigiani e le associazioni sindacali Cgil Lombardia, Cisl Lombardia, Uil Lombardia.

«L’investimento regionale diretto e globale dal 2013 a oggi nelle politiche per l’istruzione e la formazione di 1,6 miliardi e di 2,053 miliardi nelle politiche per il lavoro e la legge regionale - spiega Valentina Aprea, assessore Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia - hanno creato le condizioni di sviluppo del sistema duale in Lombardia. È un modello che consideriamo vincente, come dimostrano i 125mila giovani inseriti nel mercato del lavoro nei settori produttivi più tipici della formazione professionale: artigianato, food, automazione, moda, benessere. Per mettere al sicuro il sistema della Iefp, nel 2017/2018 prevediamo lo stanziamento di 223,4 milioni di euro puntando su cinque direttrici: consolidamento della Iefp, potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, promozione dell’apprendistato di I livello, contrasto alla dispersione scolastica e promozione delle work experience internazionali».

«Aef sta lavorando su più fronti - continua Antonio Bernasconi, coordinatore Aef e direttore generale Enaip Lombardia - da un lato per far conoscere le opportunità offerte dalla formazione professionale sia alle imprese sia alle famiglie e dall’altro per sostenere i trasferimenti delle esperienze di successo. È decisivo riconoscere la specificità del sistema di Iefp, istruzione e formazione professionale, dotarlo stabilmente di un finanziamento pubblico, integrare nei sistemi regionali le politiche del lavoro, educative e del welfare».

«Sempre più aziende - sottolinea Diego Montrone, presidente di Galdus - guardano con interesse al mondo della formazione professionale regionale come un luogo positivo ed efficace per rispondere alle esigenze di giovani risorse lavorative. Questo stretto rapporto, alleanza già forte e strutturata nel tempo, si dimostra - con i risultati ottenuti in questi mesi sull'apprendistato di I livello – strumento ideale per sostenere le imprese e creare percorsi professionali virtuosi per i giovani talenti della Lombardia».

«Job's act, sgravi e incentivi - afferma Stefano Salina, direttore generale Capac Lombardia - partendo da un'analisi dei fabbisogni delle aziende si giunge alla realizzazione di un modello innovativo di apprendimento duale e di una guida a supporto delle aziende. La cultura dell'apprendistato è ancora giovane, ma sta crescendo; coinvolge il sistema sociale, del lavoro, della scuola, delle famiglie. Non ci resta che assumere».

«Assolombarda ha offerto il suo contributo alla stesura della guida - precisa Chiara Manfredda, responsabile Area Sistema Formativo e Capitale Umano, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza - frutto di un lavoro partecipato, fornisce a enti e imprese strumenti immediatamente fruibili per rendere effettiva la coprogettazione di percorsi di apprendistato che rappresenta il principale canale di inserimento qualificato di giovani nel mondo del lavoro».

«Sulla sperimentazione del sistema duale - commentano in una nota i sindacati confederali - Cgil, Cisl e Uil ritengono che tale sperimentazione non sia solo un tentativo per la riduzione della disoccupazione giovanile, ma anche, contemporaneamente e strategicamente, una modalità per ridurre la dispersione scolastica. In tal senso Cgil, Cisl e Uil considerano strategico lo sviluppo, delineato anche dal documento tecnico presentato da Aef, dei percorsi co-progettati e attuati tra Agenzie Formative ed Imprese dotate di effettiva capacità formativa, in alternanza “forte” e in apprendistato anche con l’utilizzo di forme di apprendimento duale».

«Confartigianato Lombardia - dichiara Andrea Chiriatti, Area politiche del lavoro Confartigianato - sostiene l'importanza dell'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale quale strumento utile per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e per la effettiva valorizzazione del ruolo formativo dell'impresa artigiana anche per il raggiungimento di un titolo di studio o una qualifica professionale. Prova tangibile di questo orientamento è stata la sottoscrizione dell'accordo interconfederale regionale del 4 marzo 2016 con la quale da più di un anno è stata disciplinata e resa così applicabile tale tipologia contrattuale».

«L’accordo nazionale sull’apprendistato di primo livello, sottoscritto lo scorso ottobre tra Confcommercio e le organizzazioni sindacali con riferimento al settore terziario - conclude Claudia Salomone, area risorse umane, formazione e studi Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza - permette di muoversi all’interno di un quadro di regole definite creando i presupposti per la diffusione di questo strumento contrattuale. Proprio in quanto la materia è articolata, Confcommercio esprime il proprio apprezzamento per la guida che viene presentata oggi a beneficio di tutti gli attori coinvolti».

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