mercoledì 30 novembre 2022
L'indice dei prezzi secondo la prima stima resta uguale a ottobre. Nella zona euro rallenta dal 10,6 al 10%. L'Istat: se la discesa dell'energia proseguirà, il fuoco dei prezzi potrebbe ritirarsi
Il banco di frutta e verdura di Lucia Tatoli al mercato comunale coperto di Via Chiarelli, a Milano

Il banco di frutta e verdura di Lucia Tatoli al mercato comunale coperto di Via Chiarelli, a Milano - Fotogramma

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A novembre la crescita dell’inflazione si è interrotta, per la prima volta dallo scorso aprile. L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività secondo la prima stima dell’Istat nel mese che si chiude oggi ha segnato una crescita dell’11,8% rispetto a un anno fa e dello 0,5% su ottobre. Il tasso di inflazione annua è rimasto uguale a quello di ottobre, dopo sei mesi di aumenti consecutivi.

Quell'11,8% resta il tasso di inflazione più elevato dal marzo del 1984, ma almeno non è cresciuto ancora. Questo perché, spiega l’Istat, «i prezzi di alcune componenti, che ne avevano sostenuto l’ascesa, tra cui gli energetici non regolamentati e in misura minore gli alimentari non lavorati, rallentano su base annua, mentre quelli di altre componenti continuano ad accelerare, tra cui gli energetici regolamentati e in misura minore gli alimentari lavorati». L’Istituto di statistica invita a un cauto ottimismo: «Se nei prossimi mesi continuasse la discesa in corso dei prezzi all’ingrosso del gas e di altre materie prime, il fuoco dell’inflazione, che ha caratterizzato sin qui l’anno in corso, potrebbe iniziare a ritirarsi».

Calcolata secondo i criteri europei, che prevedono alcune differenze sul paniere dei beni da tenere in considerazione, l’inflazione italiana di novembre è stata invece del 12,5%, in leggero calo dal 12,6% di ottobre. Per l’intera zona euro Eurostat calcola su novembre (anche qui è una prima stima) un calo dell’inflazione dal 10,6% al 10%. Anche in questo caso è l’effetto del rallentamento della crescita dei prezzi dell’energia. Su ottobre la variazione dei prezzi nella zona euro è negativa (-0,1%).

Tra le principali economie europee, l'Italia è quella ora con un tasso di inflazione più elevato: la Germania ha un’inflazione all’11,3%, la Francia al 7,1% e la Spagna 6,6% (è il dato più basso della zona euro, grazie al price cap locale introdotto sull’energia). Particolarmente difficile la situazione nei Paesi baltici, che hanno tutti tassi di inflazione ancora superiori al 20%.



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