Madre Cabrini e il denaro:
anche un chiodo può servire

Don Angelo Manfredi: «La patrona degli emigranti invitava a prestare attenzione massima al denaro, che molto può fare per aiutare i più svantaggiati»
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September 13, 2026
Madre Cabrini e il denaro:
anche un chiodo può servire
«La sua anima era nello stesso tempo contemplativa e attiva; era immersa nell’amore del Cuore di Cristo e questo le dava una capacità di lavoro e una forza d’animo straordinarie». Così Leone XIV si è recentemente espresso parlando di santa Francesca Saverio Cabrini (1850 – 1917), patrona degli emigranti, di cui indaghiamo il pensiero in tema di denaro e il rapporto con esso. Madre Cabrini non ha elaborato un pensiero strutturato in materia di denaro, osserva don Angelo Manfredi, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e autore del volume “Francesca Saverio Cabrini e la chiesa statunitense” (Morcelliana). Ciò che ella pensava lo possiamo apprendere dal suo stile di vita e dalle moltissime indicazioni contenute nelle sue lettere.
Cresciuta in una modesta famiglia di agricoltori, fonda una congregazione religiosa diocesana, le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, che all’inizio può contare su scarse disponibilità economiche. Quando è il momento di decidere circa la “rotta” da dare alla missione della congregazione, desidera che sia il Papa a indicarla. E la Santa Sede, su suggerimento del vescovo Giovanni Battista Scalabrini, propone gli Stati Uniti e le migliaia di immigrati italiani che là vivono tra molte difficoltà, senza alcuna cura pastorale.
L’arrivo negli Stati Uniti segna l’inizio di una nuova fase, anche per quanto riguarda il rapporto con il denaro, afferma Manfredi. «Quella statunitense è una società ricca, nella quale le persone facoltose sono solite fare molta beneficenza, per questione di prestigio. E madre Cabrini, donna intraprendente e risoluta, non esita a rivolgersi a loro per ottenere il denaro necessario a finanziare e a mantenere le opere che si è prefissata di avviare. E poiché negli Stati Uniti gli italiani hanno fama di essere pasticcioni in fatto di questioni economiche, redige sempre progetti inappuntabili, che rendono la sua congregazione molto affidabile».
Così riesce a fondare 67 comunità con scuole, ospedali, orfanotrofi: tutte opere destinate agli immigrati italiani che nella società statunitense, segnata da forti disuguaglianze, si trovano al gradino sociale più basso. Per loro vuole il meglio: ambienti belli e ottimi medici, maestri, educatori, che vengono retribuiti adeguatamente. «Per madre Cabrini – sottolinea Manfredi – il denaro è strettamente connesso al voto di povertà: tutto ciò che appartiene alle suore, a cominciare dal denaro, è comune e va tenuto da conto con la massima attenzione: se lo si sciala o lo si usa malamente si infrange il voto di povertà». È molto ferma, madre Cabrini, su questo principio, al punto da impiegare solo poche ore a rimuovere la responsabile della Congregazione negli Stati Uniti che ha fatto eseguire importanti lavori affidandosi a costruttori rivelatisi degli imbroglioni. La mancata vigilanza e la conseguente perdita di denaro appartenente alla congregazione e alle persone ad essa affidate viene giudicata una disobbedienza al voto di povertà.
«Quella di madre Cabrini – precisa Manfredi – non è però un’idea gretta di povertà: ne è prova, ad esempio, quanto accade a Chicago, il 22 dicembre del 1917, l’ultimo giorno della sua vita». Le restrizioni, a seguito dell’entrata in guerra degli Stati Uniti, si fanno sentire: le suore, potendo contare su poco denaro, vorrebbero non preparare il solito regalo natalizio da offrire alle ragazze italiane, un pacchetto di caramelle. «Madre Cabrini, invece, è decisa: si risparmierà su altro ma le ragazze devono ricevere il loro regalo. E così trascorre l’ultimo giorno della sua vita riempiendo sacchetti di caramelle». In un tempo come il nostro, dominato dal consumismo, madre Cabrini – conclude Manfredi – «insegna a prestare attenzione massima al denaro, che molto può fare per aiutare i più svantaggiati e bisognosi e assicurare loro una vita dignitosa e anche bella. E insegna il valore delle cose, anche delle più semplici. Un esempio: acquista per pochi soldi un luna park dismesso e, insieme alle consorelle, recupera le vecchie assi di legno delle giostre dalle quali poi estrae, ad uno ad uno, i chiodi: perché il ferro – dice – può sempre tornare utile».

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