Ddl Cirinnà. Unioni civili, Betori: diremo la nostra


sabato 28 marzo 2015
​L'arcivescovo di Firenze sul ddl Cirinnà : vogliono tapparci la bocca, ma non ci riusciranno. Galantino: «Una forzatura»
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​"Anche oggi ci siamo sentiti dire da qualcuno che noi dobbiamo tapparci la bocca perché dobbiamo parlare solo di cose etiche e spirituali, di peccati. Non di leggi non di diritti, perché noi dell'umano non dovremmo trattare non dovremmo dir nulla. Ma guarda caso proprio qui a Firenze verremo a parlare di come la fede è capace di illuminare l'umano come ha fatto secoli fa, ne è capace anche oggi. E nessuno ci tapperà la bocca". Lo ha detto ieri sera l'arcivescovo di Firenze e cardinale Giuseppe Betori, nell'omelia della messa pre-pasquale, in Arcivescovado, per le persone impegnate nel sociale e in politica. "Tra l'altro - ha proseguito - in questo sono in buona compagnia: proprio oggi ho letto dalla bocca di un laico, laicissimo, grande filosofo, Habermas, il diritto delle religioni a dire pubblicamente, in pubblico, a intervenire ed essere elemento costruttivo dell'umano, nel pubblico. Non lasciatevi intimorire a far alimentare dalle radici della vostra fede una figura dell'umano da poter mettere laicamente, non imponendo nulla a nessuno, non per principio di fede ma di ragione, a disposizione del confronto. Non dobbiamo aver paura a trarre dalla nostra fede il coraggio della verità anche quando c'è questo ostacolo che vorrebbe eliminarci e ridurci solo a un fatto privato", ha concluso.
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