sabato 6 gennaio 2018
La Messa dell'Epifania in San Pietro: il richiamo di Francesco ad alzare lo sguardo verso la stella di Gesù, mettersi in moto e fare il bene senza calcoli. All'Angelus: seguire l'esempio dei Magi
«Come i Magi guardiamo in alto, camminiamo e offriamo doni gratuiti»

Un richiamo a imitare l'atteggiamento dei Magi, riassunto in tre azioni - guardare in alto, camminare e donare - è venuto da Papa Francesco questa mattina alla Messa dell'Epifania in San Pietro. (IL TESTO DELL'OMELIA)

Guardare in alto

Perché solo i Magi hanno visto la stella? Forse perché pochi hanno alzato lo sguardo al cielo. Nella vita ci si accontenta di guardare per terra: basta qualche soldo, un po' di divertimento... «Noi sappiamo sognare?», chiede papa Francesco. «Aspettiamo Dio, o ci lasciamo trasportare dalla vita come un ramo secco?».

I Magi non si sono accontentani di vivacchiare, hanno intuito che per vivere davvero serve una meta alta. Perché non tutti hanno guardato la stella?, si è chiesto di nuovo il Pontefice? Forse perché non era una stella appariscente, i Magi la videro appena spuntare. Ecco, la stella di Gesù non acceca, ma invita.

E noi, quale stella scegliamo nella vita? Ci sono stelle abbaglianti ma che non orientano la vita: il successo, il denaro, la carriera, i piaceri ricercati... sono meteore. La stella del Signore è sempre presente, è mite, ti prende per mano e dona pace e una gioia grandissima.

La Messa dell'Epifania (Osservatore Romano)

La Messa dell'Epifania (Osservatore Romano)

Mettersi in cammino

La stella di Gesù chiede però di camminare, liberandosi da fastosità e altri impacci che intralciano. Per trovare Gesù bisogna muoversi, uscire, rischiare, non stare fermi, avanzare. Seguire Gesù è un esodo da vivere. Dio dona la libertà e distribuisce la gioia sempre e solo in cammino. Per trovare Gesù bisogna lasciare la paura di mettersi in gioco, l'appagamento di sentirsi arrivati, la pigrizia di non chiedere più nulla alla vita. Occorre rischiare per incontrare un Bambino; ma ne vale la pena perché trovando quel Bambino ritroviamo noi stessi.

Camminare, dunque, è essenziale per trovare Gesù. I Magi parlano poco e camminano molto.

Donare gratuitamente

Poi i Magi fanno come Gesù: il Bambino è lì per offrire la vita, i Magi offrono i loro doni. Il cammino si conclude con il dono: donare gratuitamente per il Signore. Questo è il segno certo per trovare Gesù: fare il bene senza calcoli, anche se nessuno ce lo chiede, anche se nessuno ci fa guadagnare nulla, anche se non ci fa piacere. Donare ai fratelli più piccoli, quelli che non hanno da ricambiare: il carcerato, il povero, il malato... Sono dono gratuiti, non possono mancare nella vita cristiana, altrimenti se amiamo quelli che ci amano facciamo come i pagani.

Infine a conclusione dell'omelia, l'impegno per i fedeli. Pensiamo oggi a un dono gratuito, senza contraccambio, che possiamo offrire e che sia gradito al Signore? E chiediamo a Lui: fammi riscoprire la gioia di donare. Facciamo come i Magi: guardiamo in alto, camminiamo e offriamo doni gratuiti.

La data dalla Pasqua

Nella Messa dell'Epifania come tradizione si annuncia la data della prossima Pasqua: il 14 febbraio sarà il giorno delle Ceneri e il primo aprile si celebra la Pasqua di Resurrezione.

L'Angelus: seguiamo l'esempio di Magi

Conclusa la Messa dell'Epifania,il Papa si è affacciato alla finestra dello studio del Palazzo Apostolico per recitare l'Angelus. Prima dell'Angelus ha ricordato i tre atteggiamenti descritti dal Vangelo con i quali è stata accolta la venuta di Gesù: ricerca premurosa, indifferenza, paura. (IL TESTO DEL DISCORSO)

Il primo è stata quella dei Magi, che si sono messi in cammino per cercare il Messia. A questa ricerca premurosa si contrappone l’indifferenza dei sommi sacerdoti e degli scribi, che sanno dove si trova il Bambino, è a pochi chilometri ma loro non si muovono. "Ancora più negativo è l’atteggiamento di Erode: egli ha paura che quel Bambino gli tolga il potere". Erode vuole sapere dai Magi dove si trova il Bambino non per adorarlo, ma per eliminarlo, perché lo considera un rivale.

Anche noi - dice il Papa - dobbiamo scegliere quale dei tre assumere. L’egoismo può indurre a considerare la venuta di Gesù nella propria vita come una minaccia. Allora si cerca di sopprimere o di far tacere il messaggio di Gesù. Quando si seguono le ambizioni umane, le prospettive più comode, le inclinazioni del male, Gesù viene avvertito come un ostacolo.

D’altra parte, è sempre presente anche la tentazione dell’indifferenza. Pur sapendo che Gesù è il Salvatore, si preferisce vivere come se non lo fosse: invece di comportarsi in coerenza alla propria fede cristiana, si seguono i principi del mondo, che inducono a soddisfare le inclinazioni alla prepotenza, alla sete di potere e di ricchezze.

Siamo invece chiamati a seguire l’esempio dei Magi: essere premurosi nella ricerca, pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita. Ricercarlo per adorarlo, per riconoscere che Lui è il nostro Signore, Colui che indica la vera via da seguire.

«Se abbiamo questo atteggiamento, Gesù realmente ci salva, e noi possiamo vivere una vita bella, possiamo crescere nella fede, nella speranza, nella carità verso Dio e verso i nostri fratelli».

Invochiamo l’intercessione di Maria Santissima, stella dell’umanità pellegrina nel tempo. Con il suo aiuto materno, possa ogni uomo giungere a Cristo, Luce di verità, e il mondo progredire sulla via della giustizia e della pace.

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