lunedì 9 settembre 2013
Sabato pomeriggio, poco prima della Veglia per la pace, don Renzo Zocca e un gruppo di fedeli di Verona hanno consegnato a papa Francesco la vecchia utilitaria bianca del sacerdote, con 300mila chilometri all'attivo. «Gli ho scritto una lettera - racconta don Zocca - meno di un mese dopo mi ha telefonato e ci siamo dati appuntamento in Vaticano per la consegna». E il Pontefice ha subito fatto un giro di prova.
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L'appuntamento era in Vaticano, e don Renzo si è presentato puntualissimo, alle 17, poco prima della Veglia di sabato sera. Con lui un centinaio di fedeli della sua diocesi, Verona, increduli ed emozionati al pensiero della missione che dovevano compiere: portare al Papa la sua nuova macchina. Nuova per modo di dire, visto che l'utilitaria che don Renzo ha voluto regalare al Papa è una Renault4 dell'84, con quasi trent'anni e trecentomila chilometri. Ma il dono (proposto nel modo più semplice, per lettera), è stato accettato di buon grado, e la consegna delle chiavi è avvenuta nel più classico dei modi: con un incontro e un bel giretto di prova, papa Francesco seduto accanto a don Zocca che guidava.Tutto è iniziato a luglio, quando don Renzo Zocca, parroco di periferia, si è riconosciuto perfettamente nelle parole di Bergoglio sulla sobrietà che debbono avere preti e suore in fatto di mezzi di trasporto. Così il sacerdote quasi settantenne, aveva scritto al Pontefice offrendogli la propria autovettura: una vecchia R4, ben tenuta, che unisce alla assoluta modestia di un'utilitaria usata il fatto di essere bianca, come la veste del Papa.«Mi è venuto in mente - ha spiegato il sacerdote al quotidiano locale L'Arena - di donargli la mia Renault 4, che ha fatto 300mila chilometri. E che non mi ha mai lasciato una sola volta a piedi. Gliel'avevo offerta scrivendogli una lettera il 15 luglio. E il 10 agosto il Papa mi ha telefonato». «Sia lodato Gesù Cristo», è stata la prima reazione dell'anziano prete a sentire la voce del Pontefice dall'altra parte del telefono. Il dubbio che fosse uno scherzo? Mai venuto a don Renzo, che della sua lettera non aveva fatto pubblicità. E d'altronde non sarebbe stata la prima volta, il sacerdote lo sa bene, che il Papa chiama personalmente le persone con cui vuole parlare. E così i due hanno parlato per un bel po'. «Della macchina ha chiesto se ero sicuro di volergliela regalare e magari non servisse a qualcun altro e soprattutto se avessi io un'auto per me e l'ho rassicurato. Quindi, mi ha invitato a San Pietro a portargliela. Ha preso l'agenda, l'ha sfogliata e mi ha detto o 5 o 6 o 7 settembre, in tre orari possibili. Io ero confuso e invece di dargli subito la risposta, lì per lì sono andato anche io a prendere la mia agenda..., ma è stato un istante, mi son reso conto e abbiamo fissato il giorno dell'incontro». Un giorno che don Renzo, come i suoi parrocchiani, difficilmente dimenticherà.
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