sabato 24 agosto 2013
​Il "prete villero" ricevuto in forma privata con il suo carico di missive dalla "villa miseria" di Carcova, a 30 chilometri da Buenos Aires. Nella borsa anche oggetti da benedire, soprattutto rosari, fedi e anelli di fidanzamento.
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Josè Maria di Paola, il prete villero, più noto come padre Pepe è stato ricevuto oggi da Papa Francesco. Ha portato con sé una voluminosa valigia che raccoglie missive dalla "villa miseria" di La Carcova, località a una trentina di chilometri da Buenos Aires, dove vive da sei mesi. "La gente della villa - dice padre Pepe - ha applaudito a lungo nella Messa quando ho detto dell'invito del Papa". E tutti vogliono far presente la loro vicinanza al Pontefice. La valigia quindi è stracolma di lettere e oggetti destinati a Papa Francesco: rosari, fedi e anelli di fidanzamento, tutti da benedire e altri oggetti religiosi. In particolare però padre Pepe ha donato al Papa la lettera di due giovani ben noti a Bergoglio: Juan Josè e Milagros Miriam "che viveva in un cassonetto dell'immondizia, due vite che avevamo date per perse e che invece nel cammino nell'Hogar di Cristo si sono ritrovate". Negli Hogar trovano accoglienza giovani drogati, abusati sessualmente, delinquenti, sieropositivi e disoccupati. Il nome Hogar è dal cileno Alberto Hurtado, gesuita come Bergoglio e santo da ottobre 2005.Oggi Juan Josè e Milagros hanno messo su famiglia, hanno lavoro e figli ed entrambi collaborano nel cammino di recupero di altri giovani tossicodipendenti della villa. "Appartengono - racconta padre Pepe - al gruppo dei primi sette e a entrambi Bergoglio lavò i piedi nella messa del giovedì santo del 2008".E nella pesante valigia di Paola ha messo anche numerosi libri, dedicati al Papa o scritti su di lui e non ancora in commercio, come quello "sull'Hogar de Cristo - sottolinea il sacerdote - che racconta quello che è stato fatto e quello che si sta facendo". Infine padre Pepe confessa che ha portato anche una piccola provocazione: una maglietta del Club Atletico Huracan, la sua squadra di calcio tradizionalmente opposta al San Lorenzo, per cui tifa Bergoglio, da una accesa rivalità, "un modo di mettere alla prova la sportività di Papa Francesco".
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