lunedì 24 febbraio 2014
Alla Messa con i nuovi porporati: chi diventa cardinale «non entra in una corte». La «via di santità» è «la misericordia». L'OMELIA | L'ANGELUS
«La Chiesa ha bisogno di voi»
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I cardinali debbono "lasciarsi guidare dallo Spirito di Cristo, che ha sacrificato se stesso sulla croce", divenendo i "canali in cui scorre la sua carità". Lo ha detto papa Francesco domenica mattina nella celebrazione eucaristica che presieduto in San Pietro con i cardinali creati nel Concistoro di sabato e con tutti i porporati convenuti a Roma per tale evento. Il Pontefice è entrato in processione con i 18 nuovi cardinali (il 19esimo, Loris Capovilla, 98 anni e mezzo, era assente per ragioni di età e di salute) preceduti dagli altri 150 porporati.Chi diventa cardinale - ha ricordato il Pontefice - "non entra in una corte": ne deve quindi evitare i comportamenti, "intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze". "Siate santi", ha esortato, anche se "imitare la santità e la perfezione di Dio può sembrare una meta irraggiungibile", e anche se "noi solitamente siamo così diversi, così egoisti e orgogliosi". Per questo è necessario, ha proseguito, "un lavoro di conversione, conversione nel cuore, conversione che tutti noi - specialmente voi cardinali ed io - dobbiamo fare. Conversione!". Tra i primi moniti, quello di evitare la "vendetta": "non soltanto non dobbiamo restituire all'altro il male che ci ha fatto, ma dobbiamo sforzarci di fare il bene con larghezza". Inoltre il Papa ha esortato i cardinali ad "amare chi non lo merita, senza contraccambio", consapevoli che "Gesù non è venuto a insegnarci le buone maniere, maniere da salotto! Per questo non c'era bisogno che scendesse dal Cielo e morisse sulla croce".La "via di santità", ribadisce il Papa, "è la misericordia". Con la certezza che "essere santi non è un lusso, è necessario per la salvezza del mondo". E proprio chi è cardinale deve mostrare questo "supplemento di oblatività gratuita". "Amiamo coloro che ci sono ostili - ha raccomandato il Papa - benediciamo chi sparla di noi; salutiamo con un sorriso chi forse non lo merita; non aspiriamo a farci valere, ma opponiamo la mitezza alla prepotenza; dimentichiamo le umiliazioni subite"."Il nostro linguaggio sia quello del Vangelo - ha ammonito ancora Francesco -: sì, sì; no, no; i nostri atteggiamenti quelli delle Beatitudini, e la nostra vita quella della santità". Quindi l'invito conclusivo: "Cari fratelli cardinali, rimaniamo uniti in Cristo e tra di noi!".
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