sabato 21 febbraio 2015
"A quanti hanno scelto la via del male e sono affiliati a organizzazioni malavitose rinnovo il pressante invito alla conversione". Così il Papa durante l'udienza in Vaticano alla diocesi di Cassano allo Jonio.
EDITORIALE Nessuno è perduto di Maurizio Patriciello
LA STORIA «Quelle parole del Papa le ho sentite rivolte a me»
"A quanti hanno scelto la via del male e sono affiliati a organizzazioni malavitose rinnovo il pressante invito alla conversione". Così il Papa durante l'udienza in Vaticano alla diocesi di Cassano allo Jonio. "Aprite il vostro cuore al Signore!", ha aggiunto il Pontefice, sempre rivolgendo le sue parole ai mafiosi. “Cari fratelli e sorelle di Cassano – ha detto il Papa - la bellezza della vostra terra è un dono di Dio e un patrimonio da conservare e tramandare in tutto il suo splendore alle future generazioni. Pertanto occorre l’impegno coraggioso di tutti, ad iniziare dalle Istituzioni, affinché essa non sia sfregiata in maniera irreparabile da interessi meschini. Tra le “bellezze” della vostra terra vi è la Comunità Emmanuel, esempio di accoglienza e di condivisione con i più deboli. Giovani devastati dalla droga hanno trovato in voi e nelle vostre strutture il “buon samaritano” che ha saputo chinarsi sulle loro ferite e ha saputo ungerle con il balsamo della vicinanza e dell’affetto. Quante famiglie hanno trovato in voi l’aiuto necessario per tornare a sperare per la sorte dei propri figli! La Chiesa vi è riconoscente per questo servizio. Mettendovi al fianco di giovani e adulti soggiogati dalle dipendenze, voi avete abbracciato Gesù sofferente e avete seminato la speranza”. “Il nostro tempo – ha proseguito - ha un grande bisogno di speranza! Ai giovani non può essere impedito di sperare: i giovani hanno bisogno di sperare! A quanti vivono l’esperienza del dolore e della sofferenza occorre offrire segni concreti di speranza. Le realtà sociali e associative, come pure i singoli che si adoperano nell’accoglienza e nella condivisione, sono generatori di speranza. Pertanto esorto le vostre comunità cristiane ad essere protagoniste di solidarietà, a non fermarsi di fronte a chi, per mero interesse personale, semina egoismo, violenza e ingiustizia. Opponetevi alla cultura della morte e siate testimoni del Vangelo della vita! La luce della Parola di Dio e il sostegno dello Spirito Santo vi aiutino a guardare con occhi nuovi e disponibili alle tante nuove forme di povertà che gettano nella disperazione tanti giovani e tante famiglie”.«Credo che sia il momento di darvi un altro Pastore». Papa Francesco ha ringraziato i fedeli della Diocesi per aver lasciato a disposizione della Conferenza episcopale italiana monsignor Galantino che ha dovuto fare spesso la spola con Roma: “Credo che sia il momento – ha detto - di pensare di darvi un altro Pastore”. I pellegrini rispondono: “No!”. Ha quindi salutato anche gli altri Vescovi presenti, tra i quali vi è anche l’Eparca di Lungro: “infatti, la Chiesa in Calabria accoglie tradizioni e riti diversi, che esprimono la varietà dei doni che arricchiscono la Chiesa di Cristo”. Ha salutato i rappresentanti della Comunità Emmanuel, nata dal desiderio di “mettere vita con vita” con quanti bussano alla sua porta: “incoraggio il vostro impegno – ha detto - nell’accoglienza del “Cristo sofferente”. Quindi ha concluso: “Su tutti voi qui presenti e sull’intera Diocesi di Cassano all’Jonio invoco la protezione di Maria Santissima, che voi venerate con i titoli di Madonna della Catena e Madonna del Castello. Vi accompagni anche la mia Benedizione. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.
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