PAPA FRANCESCO. Giovedì Santo tra i giovani detenuti Oggi l'incontro con gli ambasciatori


giovedì 21 marzo 2013
Nel giorno del Giovedì Santo il papa Francesco celebrerà la Messa “In coena Domini” all'Istituto penale per minori di Casal del Marmo a Roma. Il ministro Severino: «Grazie per il messaggio di speranza». Ieri il Pontefice ha ricevuto in udienza il pacifista argentino Adolfo Perez Esquivel.
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Nel giorno del Giovedì Santo, Papa Francesco celebrerà la Messa In coena Domini nella cappella dell'Istituto penale per minori di Casal del Marmo a Roma. Dopo aver celebrato in mattinata la Messa Crismale nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre si recherà a Casal del Marmo.«Come è noto - si legge in un comunicato della sala stampa vaticana - la Messa della Cena del Signore è caratterizzata dall'annuncio del Comandamento dell'amore e dal gesto della Lavanda dei piedi. Nel suo ministero come arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio usava celebrare tale Messa in un carcere o in un ospedale o in un ospizio per poveri o persone emarginate. Con la celebrazione a Casal del Marmo, il Papa Francesco continua tale uso, che dev'essere caratterizzato da un contesto di semplicità». La nota vaticana precisa che «le altre celebrazioni della Settimana Santa si svolgeranno invece secondo l'uso abituale». La decisione di celebrare la Messa del Giovedì Santo in un carcere minorile è stata comunicata solo ieri sera, come ha raccontato alla Radio Vaticana il cappellano dell'istituto penitenziario, padre Gaetano Greco, terziario cappuccino dell'Addolorata. «Da ieri sera continuo ad essere commosso - confida il religioso - quando ci penso, quasi mi viene da piangere. È una cosa talmente grande, inaspettata, per cui: grazie! Grazie per avere scelto i ragazzi di Casal del Marmo come primo impatto con la realtà della giustizia in Italia e nel mondo intero».Il ministro Severino: «Grazie per il messaggio di speranza»«La profonda semplicità e la toccante immediatezza di Papa Francesco nel rispondere al richiamo deibisognosi, degli emarginati, degli ultimi, rappresentano uno stimolo di riflessione per l'intera collettività. Di persone sofferenti nelle nostre carceri ce ne sono purtroppo tante. Troppe». Così il ministro della Giustizia Paola Severino accoglie la notizia della visita del Pontefice giovedì prossimo, nell'istituto per minori di Casaldel Marmo.«I giovani in carcere - sottolinea Severino - sono ancor più bisognosi. Di fiducia e speranza, innanzitutto. Le parole di vicinanza e il calore che il Papa porterà loro saranno un dono straordinario, un atto di amore che nella cerimonia religiosa del giovedì Santo si conclude con la lavanda dei piedi. Un gesto, questo, che tutti i ragazzi - anche quelli di fede non cattolica - vivranno con forte emozione».Oggi l'udienza con il Nobel EsquivelOggi Papa Francesco ha ricevuto in udienza il pacifista argentino Adolfo Perez Esquivel, insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1980 per le sue denunce verso la dittatura militare nel suo Paese. «Mi ha raccontato il perchè della scelta del nome Francesco - ha poi detto Esquivel -. Ha pensato ai più poveri, ai più umili e San Francesco d'Assisi rappresenta tutto questo». Un incontro, come lo ha definito lo stesso pacifista argentino «molto emozionante», un colloquio tra amici. In una conferenza stampa Esquivel ha parlato del Papa come  «un grande pastore». Esquivel ha ribadito poi con fermezza l'estraneità del Pontefice con la dittatura Videla: «L'ho dichiarato più volte. All'epoca era il superiore dell'ordine dei Gesuiti e anche la Corte Suprema argentina lo ha scagionato». Esquivel ha sottolineato come in quel periodo la Chiesa argentina non abbia avuto un comportamento «omogeneo», «alcuni vescovi sono stati complici della dittatura ma non Bergoglio che scelse di fare un lavoro di diplomazia silenziosa». Anzi, il Pontefice gli avrebbe detto quanto sia «importante arrivare con molta chiarezza alla verità, alla giustizia per i crimini commessi», non solo in Argentina ma in tutto il mondo. Aver eletto per la prima volta un Papa latinoamericano «è una sfida per il mondo». E domani, ha annunciato, si svolgerà una celebrazione per monsignor Oscar Romero (arcivescovo di San Salvador, ucciso mentre celebrava l'Eucarestia, ndr.) «un grande profeta, uno dei tanti martiri dell'America Latina. Semi di vita che hanno dato la propria vita per altre persone».Papa Francesco contagia i social networkA una settimana esatta dall'elezione del Pontefice è vero e proprio boom di interazioni sui social network, con il volume record di 5.934.013 milioni di tweet da tutto il mondo che hanno per oggetto Papa Francesco. Lo rileva una ricerca di Almawave, del gruppo Almaviva, sulla base del monitoraggio sulla prima settimana di pontificato di Francesco.Il giorno della sua elezione, Papa Francesco poteva contare sul 79% dei commenti in senso positivo/neutro, mentre il 21% aveva un tono negativo/sarcastico. Ad oggi, dopo la prima settimana, le interazioni a contenuto positivo/neutro sono passate al 90%, con il restante 10% di commenti a connotazione negativa, prevalentemente dettati dalle notizie diffuse sulla rete in merito a presunte connessioni del Papa con la dittatura argentina.Almawave ha analizzando le interazioni su Twitter legate alla chiesa e al Pontefice nelle quattro lingue corrispondenti alle principali aree di diffusione delle comunità cattoliche: italiano, spagnolo, inglese e portoghese. I tweet di lingua inglese, ad esempio, si interrogano su quale sarà l'approccio del nuovo Papa alle problematiche sociali (21,8%), sul tema della Chiesa povera e del richiamo a San Francesco (16,3%), e sul primo tweet del Papa (14%) sul suo account ufficiale.Per i socialnauti di lingua italiana, l'interesse si focalizza per il 33% sulla necessità di un ritorno ad una Chiesa dei poveri, sul primo Angelus (22,3%) e sulla sobrietà di Francesco (9,28%).In lingua portoghese, sono invece i temi legati alle presunte connessioni del Papa con la dittatura a imporsi con il 35% dei commenti ad essi dedicati, riportando in maniera molto ampia anche la posizione di difesa assunta da Pedro Adolfo Perez Esquivel, Premio Nobel per la Pace argentino.

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