venerdì 3 luglio 2015
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C’è una gioia che il mondo non conosce, una gioia che «è già cielo in terra», «è vita nuova», anche correndo il rischio di essere scambiati «per una scuola di samba». È la gioia «che genera resurrezione, soprattutto tra gli ultimi». Questa è la testimonianza di ecumenismo spirituale che il popolo di Rinnovamento nello Spirito ha voluto portare ieri a papa Francesco in piazza San Pietro. «Una delle poche piazze al mondo – ricorda il presidente Salvatore Martinez nel suo saluto – in cui è ancora possibile confessare pubblicamente la propria fede» senza rischiare conseguenze. Poco prima, infatti, nel breve discorso iniziale aveva proprio ricordato i molti «peccati contro l’unità», le molte «ferite ancora da guarire» e i molti morti per fede «che aggiungono martiri». Per questo Martinez e i 40mila presenti ieri a Roma vedono l’urgenza dell’unità nella preghiera, «l’unità delle tre tradizioni cristiane» come «un’emergenza dinanzi ai drammi del mondo». Nuove vie di unità e pace da costruire cioè, perché la causa dell’ecumenismo del sangue e dell’ecumenismo spirituale «non rimangano inascoltate».La piazza è calda e non solo per le temperature da record della Capitale in questi giorni. C’è infatti un fuoco che brucia nel cuore dei presenti, «è il fuoco dell’amore» che nemmeno grandi correnti d’acqua possono spegnere. Ad un anno dal primo incontro allo stadio Olimpico tra il pontefice e Rns, Martinez perciò prova a tirare le somme del percorso che il Papa un anno fa esortò ad intraprendere. L’esortazione all’ecumenismo spirituale è dimostrata dai tanti «amici e fratelli e padri presenti», ricorda Martinez, ringraziando i tanti rappresentanti impegnati per l’unità dei cristiani che hanno accettato l’invito. E in riferimento al cammino interno al movimento, che lo stesso Francesco aveva esortato, perseverando nel servizio all’annuncio del Vangelo, il presidente di Rns sottolinea l’impegno di tanti gruppi nella formazione e il servizio, «per attestare che la nostra non è una gioia disincarnata, evanescente, ma una gioia che genera resurrezione», soprattutto tra «i bambini della Moldova, le famiglie della Terra Santa, gli immigrati o i detenuti». Il Rinnovamento nello Spirito, infatti, è un popolo che cerca di camminare allo stesso passo «esigente e instancabile» del Papa, aggiunge Martinez, «senza vergogna nel Vangelo, moltiplicando gli sforzi per salvaguardare il bene grande della comunione ecclesiale» a partire dalla conversione pastorale in chiave missionaria sollecitata dal Pontefice. Perciò, in riferimento alla recente enciclica, «anche noi – ha concluso – vogliamo dire Laudato si’ per la Chiesa che si rinnova» e «per tutto il bene che ogni giorno sconfigge il male».
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