mercoledì 13 marzo 2013
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Sento che ti fai chiamare «Francesco»Francesco d’Assisi e di Buenos Aires…come vescovo di Roma.
Ma perché prendere questo nometu il primo Papa a portare un nome così universale e così affascinante?
Perché il popolo immenso che ti scopresulla Loggia delle Benedizioni riconosce in te il successore di Pietroe ti ama già come un padre?Accanto a me, colgo un grido:«é così semplice che ho voglia di abbracciarlo»
Ti vedo silenzioso, le braccia ciondoloni.Penso all’«Ecce Homo», l’uomo della passione,e sono pronto ad asciugare le tue lacrime.perché certi giorni non potrai nascondercele.Ma io stesso questa sera ho pianto di gioiaquando ci hai invitato tutti a pregarenella diversità della nostre condizioni e delle nostre credenze.
Conducici spesso sulle tue tracce,fino a san Francesco e a santa Chiara, per accogliere a colpi di conversionela prima delle Beatitudini «Beati i Poveri».
Non bisogna preoccuparsi troppo delle sfumatureprima di avere colto il pensiero di Cristonella sua tranquilla pienezza e nella sua terribile nudità.
Tu, nostra guida,e ancor più nostro compagno di strada,rendici sempre più fedeli alla Chiesa di Cristo.Di fronte alle sfide gigantesche di questo mondo,la Chiesa, dall’Oriente all’Occidente, può apparire irrisoriacome il piccolo Davide con una bisacciacontenente, in piena era nucleare, dei sassi levigati dal torrente dello Spirito.
La Chiesa sola, quindi, come l’apostolo Pietro all’infermo della Porta Bella osa dirci: oro o argento non ne homa quello che ho te lo dono in nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina! (At 3,6)
Papa Francesco, aiutaci a credereche su tutti i cammini il Cristo della Risurrezioneci precede sempre.
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