venerdì 7 luglio 2023
Tre giorni di spettacoli e dibattiti per celebrare chi lavora sulle navi e nei porti. Il giornalista di Avvenire, Nello Scavo, intervisterà l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio Gian Carlo Perego
Papa Francesco in visita nell'isola di Lampedusa nel 2013

Papa Francesco in visita nell'isola di Lampedusa nel 2013 - Epa/Osservatore Romano

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«Se non si entra in contatto con il mondo del mare non si riesce a capire quanto sia faticosa la vita dei marittimi». Il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina, Gianrico Ruzza, introduce così la Domenica del mare, la giornata internazionale di preghiera che le Chiese dedicano ai marittimi e alle loro famiglie. Il presule, alla guida di due diocesi che si estendono per circa 130 chilometri sulla costa tirrenica, dallo scorso novembre è stato nominato dalla Cei vescovo promotore dell’apostolato del mare. La Chiesa italiana celebra la giornata a partire da venerdì a Lampedusa per ricordare anche i dieci anni della visita di papa Francesco nell’isola del Mediterraneo. «“Chi di noi ha pianto?”. Il mare luogo di vita » è il tema delle tre giornate promosse dall’Ufficio nazionale per l’apostolato del mare insieme alla Fondazione Migrantes e all’arcidiocesi di Agrigento.

« Desideriamo tenere viva la profezia di papa Francesco che fece su questa isola il suo primo viaggio apostolico per porre l’attenzione del mondo sulle morti in mare», spiega Ruzza. Un evento storico «che ha coscientizzato tutti, credenti e non, sulla necessità di esercitare la carità di Cristo per accogliere le persone che sono in fuga dalle povertà, dalle guerre e dalle catastrofi climatiche». Il dramma delle migrazioni, per il presule, «responsabilizza a vivere il mare come opportunità di lavoro, di incontro tra culture, di scambi e commerci: perché non deve e non può essere un luogo di morte».

L’evento a Lampedusa, ospitata nella chiesa parrocchiale di San Gerlando, è iniziato venerdì alle 21 con lo spettacolo di musiche e letture proposto dal maestro Ulrich von Wrochem, già prima viola della Scala di Milano, e dall’attore Michele La Ginestra. Sabato due gli appuntamenti: alle 9.30 un percorso commemorativo fino alla Porta d’Europa con i saluti di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, e monsignor Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento. Seguono le riflessioni di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro e dell’apostolato del mare, e del cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento. Alle 20.30, sul sagrato della chiesa, una tavola rotonda con il giornalista di Avvenire Nello Scavo che intervista l’arcivescovo di Ferrara Comacchio, Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, don Stefano Nastasi, già parroco di Lampedusa, Enzo Riso, pescatore, Fardusa Osman Ahmed e Moussa Modibo Camara, rifugiati accolti dal Centro Astalli di Roma. Domenica, alle 11, la Messa in diretta su Rai Uno presieduta dal cardinale Montenegro.

Dal 1975 la seconda domenica di luglio si celebra questa Giornata ecumenica per ricordare i marittimi, pregare per le loro famiglie e coloro che li assistono. La ricorrenza è anche l’occasione per farne conoscere le difficili condizioni di lavoro, denunciare le ingiustizie, richiamare alla salvaguardia del creato per fermare lo sfruttamento insensato dell’ambiente marino. « L’esperienza del Cammino sinodale – spiega il vescovo Ruzza – ci ha portato a incontrare diverse categorie di lavoratori del mare. Abbiamo ascoltato la solitudine di chi trascorre molti mesi sulle petroliere senza mai attraccare; gli equipaggi ucraini che non riuscivano a mettersi in contatto con i familiari; condiviso le difficoltà dei pescatori, coloro che vivono il mare e vivono di mare, che lamentano la fatica e il disagio economico a cui si aggiungono dei provvedimenti legislativi e una burocrazia che ritengono penalizzanti».

In questo percorso è emersa anche la grande solidarietà e «i salvataggi dei migranti ne sono la dimostrazione». Un mondo, quello dei marittimi, che secondo il presule «la Chiesa italiana deve riscoprire». Per questo l’Ufficio per l’apostolato del mare, insieme ai responsabili delle varie sezioni presenti nei porti e nelle diocesi, con la confederazione delle Stella Maris, si riunirà il 7 e l’8 settembre a Civitavecchia per un incontro nazionale nell’ambito del Cammino sinodale. Un appuntamento che avrà per tema la solitudine dei marittimi e la fraternità delle comunità «chiamate ad integrare i lavoratori del mare nelle loro Chiese di origine e ad accoglierli in quelle di “approdo” offrendo loro quel calore di umanità al quale ci richiama il Papa».

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