sabato 11 novembre 2023
Il Pontefice ha ricevuto madri e padri dell’Epa, associazione europea: «Trasmettere la gratuità è la vera sfida del nostro tempo. No a imposizioni di valori nel sistema scolastico»
Papa Francesco

Papa Francesco - Ansa

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I genitori hanno il diritto di «crescere ed educare i figli con libertà». E questo loro diritto deve essere tutelato. Così ieri papa Francesco si è rivolto ai partecipanti alla General Assembly and Conference della European Parents’ Association (Epa), ricevuti in udienza. Non ci deve essere costrizione in nessun ambito, ha aggiunto il Pontefice, particolarmente in quello scolastico. E non si deve essere costretti «a dover accettare programmi educativi che siano in contrasto con le loro convinzioni e i loro valori. Questa è una sfida molto grande in questo momento».

Per il Papa «educare è umanizzare, è rendere l’uomo pienamente uomo. È vero, la cultura è cambiata, ma le esigenze del cuore umano conservano un nucleo immutabile che prima o poi viene fuori anche nei figli. Da lì bisogna sempre ripartire». Dunque l’opera di educazione di un figlio è « una vera opera sociale» perché «significa formarlo alla relazionalità, al rispetto degli altri, alla cooperazione in vista di un obiettivo comune, formarlo alla responsabilità, al senso del dovere, al valore del sacrificio per il bene comune». Se i figli invece «crescono come isole» sono incapaci di «una visione comune», ha spiegato Francesco. In tal caso essi sono «abituati a considerare i propri desideri come valori assoluti». Sono figli «capricciosi» e la società «si decostruisce, si impoverisce e diventa sempre più debole e disumana».

Perciò il «grande compito educativo dei genitori: formare persone libere e generose che hanno conosciuto l’amore di Dio e che donano a piene mani ciò che sanno di aver ricevuto come dono. È un po’ - diciamo così - la trasmissione della gratuità, che non è facile trasmettere. E qui ci sono anche le radici di una società sana», ha sottolineato il Vescovo di Roma.

Nel suo discorso il Papa ha poi evidenziato i «compiti educativi per i quali spesso ci si trova impreparati». Ad esempio «accudire con amore i figli e nello stesso tempo stimolarli a maturare e a diventare autonomi; aiutarli ad acquisire sane abitudini e buoni stili di vita, nel rispetto della loro personalità e dei loro doni, senza imporre le nostre aspettative; aiutarli ad affrontare serenamente il percorso scolastico. O ancora: trasmettere loro una positiva formazione all’affettività e alla sessualità; difenderli da minacce quali bullismo, alcol, fumo, pornografia, videogiochi violenti, azzardo e droga».

Soprattutto bisogna fare i conti con un contesto «segnato dal soggettivismo etico e da un materialismo pratico». La dignità della persona umana, ha fatto notare il Pontefice, «è sempre affermata ma a volte di fatto non rispettata». I genitori quindi «si rendono conto ben presto che i loro figli sono immersi in questa atmosfera culturale. Ciò che essi “respirano”, ciò che assorbono dai media è spesso in contrasto con quanto fino a pochi decenni fa era considerato “normale” ma che ora sembra non esserlo più. Per questo i genitori si trovano ogni giorno a dover mostrare ai loro figli la bontà e la ragionevolezza di scelte e valori che non si possono più dare per scontati, come ad esempio il valore stesso del matrimonio e della famiglia, o la scelta di accogliere i figli come dono di Dio. E questo non è facile, perché si tratta di realtà che si trasmettono solo con la testimonianza della vita».

Ma quand’è che i genitori possono dire di aver assolto il loro compito? Secondo papa Francesco, ciò avviene «quando i figli scoprono la fondamentale positività della loro esistenza, del loro essere al mondo e quando, forti di questa convinzione, affrontano con fiducia e coraggio l’avventura della vita, convinti che anche loro hanno una missione da svolgere, una missione nella quale troveranno la loro realizzazione».

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