lunedì 13 giugno 2022
Arrivati all'alba alla basilica della Santa Casa dopo 30 chilometri di cammino, in presenza del cardinale Zuppi, è stato rivolto un appello ai due capi di Stato: "Fate come Mosè, salvate il popolo"
L'arrivo del 44° Pellegrinaggio Macerata-Loreto, sulla discesa di Montereale

L'arrivo del 44° Pellegrinaggio Macerata-Loreto, sulla discesa di Montereale - Comitato Pellegrinaggio/G. Pasqualini

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A piedi da Macerata, la Civitas Marie delle Marche, fino alla Santa Casa di Loreto. I pellegrini sono arrivati ieri alle 6.20 sul sagrato della basilica lauretana dopo 30 chilometri di marcia, stanchi ma felici, cantando "Pieni di forza, di grazie e di gloria", un inno alla Vergine che accompagna da 44 anni i partecipanti a questo gesto di fede proposto da Comunione e liberazione ma diventato ormai ecumenico.

Erano partiti in duemila la serra precedente dallo Sferisterio, pochi, a causa delle regole concordate con le autorità in questa fase di post-pandemia, ma in migliaia, soprattutto giovani, si sono aggregati al corteo durante il cammino notturno. Una marea diluente che, seppur con lento incedere, non è stato possibile fermare. Un avamposto di umanità in preghiera. E l'effetto, lungo la discesa di Montereale che precede l'ingresso alla piazza del Bramante, è stato lo stesso degli altri anni in cui si è camminato "a pieno regime".

Sul sagrato, il presidente del Comitato organizzatore, Ermanno Calzolaio, ha letto il testo della lettera a Putin e Zelensky in cui il popolo del pellegrinaggio chiede di fermare la guerra: "Osiamo rivolgervi un appello...". Il tema della marcia era "A Dio tutto è possibile", una possibilità, anzi una certezza, che si è voluta "giocare" come una "ingenua e ragionevole fiducia", affinché i due presidenti possano "come Mosè, aprire una nuova strada nel Mar Rosso, che faccia passare il popolo all'asciutto". Un'extrema ratio mossa dal quella speranza che sempre accompagna la fede. "Abbiamo imparato - è scritto nella lettera - che nel cuore dell'uomo c'è sempre la possibilità di trovare nuove strade per portare salvezza, come è stata la risposta di Dio che, davanti alla drammatica situazione dell'uomo, ha scelto di farsi bambino nel seno di una ragazza". Un grappolo di palloncini bianchi è stato infine lanciato in cielo, il vento lo ha spinto verso il vicino mare Adriatico: un messaggio simbolico di pace.

E davanti alla basilica, il cardinale Matteo Zuppi, presidente Cei e arcivescovo di Bologna, sempre di buon umore, ha confessato di aver aperto e chiuso il Pellegrinaggio, «senza però aver fatto il pezzo in mezzo». Poi ha riservato un’altra battuta affettuosa a monsignor Giancarlo Vecerrica, il "papà" della manifestazione: «ho chiesto di fargli l’antidoping ma lui ha detto che la sua forza gli viene dall’amore per Maria». Dopo l’invito del vescovo di Loreto Fabio Dal Cin a tornare a casa con Maria, è stata recitata da tutti, ad alta voce, la Consacrazione al cuore di Maria di papa Francesco. Quindi, l’arrivederci all'anno prossimo.

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