venerdì 7 giugno 2019
Il religioso aveva 78 anni. Teologo di fama nel 2015 aveva predicato gli Esercizi Spirituali a papa Francesco e alla Curia Romana. Era noto per il suo commento al Vangelo per Radio Vaticana
Ariccia 2015, padre Bruno Secondin e papa Francesco a conclusione degli Esercizi Spirituali nella Casa del Divin Maestro

Ariccia 2015, padre Bruno Secondin e papa Francesco a conclusione degli Esercizi Spirituali nella Casa del Divin Maestro

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La morte del teologo il 7 giugno a Roma

Si è spento poco dopo la mezzanotte di questo 7 giugno a Roma nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santo Spirito a Roma, dopo una lunga malattia, il padre carmelitano calzato Bruno Secondin. Aveva 78 anni. Ordinato sacerdote a 25 anni, ha dedicato la sua vita a trasmettere la Parola di Dio attraverso gli incontri di Lectio divina: semplice e nello stesso tempo profondo, riusciva ad arrivare a tutti, lasciando sempre nel cuore una spinta a cambiare nell'amore di Dio e degli altri. E’ stato per tanti anni docente di spiritualità moderna e fondamenti di vita spirituale alla Gregoriana e viveva nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina di Via della Conciliazione a Roma, a due passi da San Pietro. E proprio in questo luogo di culto dal 1996 aveva dato inizio agli "incontri di Lectio divina" nella sua chiesa di Santa Maria in Traspontina di cui è stato infaticabile animatore, organizzatore e predicatore fino alla fine. Grande esperto di Giovanni della Croce e Teresa d’Avila e delle tradizioni spirituali legate al suo ordine è diventato noto in particolare per l’attenzione alla pratica e ai fondamenti spirituali della meditazione pratica sulla Parola di Dio. E non a caso modelli di questa stile sono stati per il carmelitano il gesuita Carlo Maria Martini, il benedettino Mariano Magrassi e il monaco di Bose Enzo Bianchi. Teologo di fama internazionale aveva studiato a Roma, in Germania, a Gerusalemme. Ha scritto una trentina di libri su vari temi di spiritualità. Tra questi è giusto ricordare: "La spiritualità nei ritmi del tempo" (Borla 1997), "I nuovi protagonisti" (Paoline 1991), "Per una fedeltà creativa. La vita consacrata dopo il sinodo" (Paoline 1995), Abitare gli orizzonti (Paoline 2002), Problemi e prospettive di spiritualità (Queriniana 1983); Corso di spiritualità (Queriniana 1989); "Spiritualità in dialogo" (Paoline 1997). Per le EDB di Bologna ha scritto: "Profeti di fraternità" (1985); "Alla luce del suo volto" (1989), "Il profumo di Betania" (1997) e "Inquieti desideri di spiritualità" (2012). Per alcuni anni è stato docente anche alla Facoltà teologica del Triveneto. Per molti anni il religioso aveva curato il commento al Vangelo per la Radio Vaticana.

Gli esercizi spirituali ad Ariccia con papa Francesco nel 2015


Nel 2014, papa Francesco lo aveva nominato consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e nel 2015 lo aveva chiamato a guidare ad Ariccia gli Esercizi spirituali per la Curia nel tempo di Quaresima. Padre Secondin aveva scelto il tema «Servitori e profeti del Dio vivente», una lettura pastorale del profeta Elia. Questi i titoli di alcune meditazioni: «Uscire dal proprio “villaggio”», «Cammini di autenticità» (le radici della fede e il coraggio di dire no all’ambiguità), «Sentieri di libertà» (dagli idoli vani alla pietà vera), «Lasciarsi sorprendere da Dio» (l’incontro con un Dio che è altrove e il riconoscimento del povero che ci evangelizza), «Giustizia e intercessione» (testimoni di giustizia e solidarietà), «Raccogliere il manto di Elia» (per divenire profeti di fraternità). Al termine degli Esercizi, il 27 febbraio 2015, il Papa lo aveva ringraziato con queste parole:
“A nome di tutti, anche mio, voglio ringraziare il Padre, il suo lavoro fra noi per i nostri Esercizi. Non è facile dare Esercizi ai sacerdoti! Siamo un po’ complicati tutti, ma Lei è riuscito a seminare. Che il Signore faccia crescere questi semi che Lei ci ha dato. E mi auguro anche, e auguro a tutti, che possiamo uscire di qua con un pezzetto del mantello di Elia, in mano e nel cuore. Grazie, Padre!”.

L'8 giugno i funerali a Santa Maria in Traspontina a Roma


Nell’edizione de L'Osservatore Romano di domani 8 giugno padre Giulio Albanese lo definisce nel suo lungo profilo biografico un «contemplativo nell’azione». E lo ricorda così: « Padre Bruno è stato un uomo di Dio, un’anima bella, uno spirito illuminato capace di annunciare e testimoniare la buona notizia a chiunque la Provvidenza gli mettesse accanto. Profondo conoscitore delle sacre Scritture, riusciva a spezzare il pane della Parola, rendendo intelligibile la profezia del Verbo di cui si sentiva discepolo e servitore. Per lui la spiritualità cristiana era “Vita secondo lo Spirito” e rappresentava il fondamento della sequela Christi». Un cordoglio per la scomparsa del carmelitano è stato espresso anche dall’ateneo dei gesuiti a Roma la Gregoriana di cui Secondin fu per anni stimato docente dal 1975 al 2000. Come certamente carico di affetto è il ritratto apparso in queste ore sul sito dei dehoniani "Settimana News" scritto da padre Lorenzo Prezzi in cui definisce Secondin come uomo «insaziabile curioso dei segni che lo Spirito lasciava in ogni dove» . Un carmelitano innamorato dunque della Parola di Dio e dell’idea di una Lectio divina di tipo popolare. «È l' antica pratica monastica ¬ aveva confidato il religioso in una intervista al settimanale "Credere" di alcuni anni fa -che è stata rielaborata a partire dalla centralità che il Vaticano II ha assegnato alla parola di Dio nella vita del cristiano. Oggi ci rendiamo conto che il popolo di Dio deve avere questa ricchezza di percorsi di iniziazione e di convivenza con la Parola».
Domani 8 giugno alle 15 si terranno i funerali nella “sua” chiesa Santa Maria in Traspontina a Roma.


Un filmato del CtV di padre Secondin dove spiega il tema degli Esercizi Spirituali a Papa Francesco:

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Leggi anche il ricordo del superiore generale dei carmelitani



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