Zuppi: il grido di chi soffre per la guerra interpella le nostre coscienze

Il presidente della Cei esprime vicinanza ai patriarchi del Medio Oriente e alle comunità colpite dal conflittto, rilanciando l’appello perché tacciano le armi e si riapra la via del dialogo. Domani la Giornata di preghiera e digiuno
March 12, 2026
Zuppi assieme a Polykarpos, metropolita d'Italia ed esarca dell'Europa Meridionale, al recente Simposio delle Chiese cristiane che sono in Italia
Zuppi assieme a Polykarpos, metropolita d'Italia ed esarca dell'Europa Meridionale, al recente Simposio delle Chiese cristiane che sono in Italia / SICILIANI
La Chiesa italiana si mobilita per tutte le popolazioni colpite dai conflitti che stanno insanguinando soprattutto il Medio Oriente in questo momento. Lo fa con una giornata di preghiera e digiuno indetta per domani, venerdì 13 marzo, ma lo fa anche per bocca del presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Matteo Zuppi, che ha inviato una lettera ai patriarchi del Medio Oriente per esprimere «fraterna vicinanza e sincera solidarietà» ai vescovi, al clero, ai consacrati, alle consacrate e alle popolazioni colpite dalla guerra. A nome della presidenza della Cei, Zuppi manifesta «apprensione» per «l’inasprirsi delle violenze che continuano a provocare sofferenza, ferite e lutti, gravando soprattutto sui più fragili: famiglie, bambini, anziani, malati, persone costrette a lasciare le proprie case o a vivere nell'incertezza quotidiana». «Ci preoccupa fortemente – scrive il presidente della Cei – il fatto che le comunità cristiane del Medio Oriente, culla della nostra fede, già messe a dura prova da anni di violenza e da episodi di persecuzione, possano perdere la speranza e, soprattutto, che le giovani generazioni decidano di abbandonare la terra in cui sono nate». «Il grido di chi soffre interpella la coscienza di tutti e non può essere ignorato», sottolinea il cardinale ribadendo «con convinzione che la guerra non è e non può mai essere la risposta». «La logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte del dialogo e della diplomazia, unica via percorribile per la composizione delle contese e per la costruzione di una pace giusta e duratura», rileva ancora il porporato rinnovando l’appello di papa Leone XIV affinché «tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace».
Nella lettera ai patriarchi si ricorda, appunto, che venerdì 13 marzo la Chiesa italiana vivrà una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, durante la quale si farà memoria in modo particolare di padre Pierre Al-Rahi, sacerdote ucciso in un attacco in Libano, e delle martoriate Chiese del Medio Oriente. All'iniziativa lanciata dalla Cei hanno aderito numerose comunità locali, che hanno annunciato momenti di riflessione e di celebrazione non solo a livello diocesano assieme ai vescovi ma anche in numerose parrocchie sul territorio.

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