Una mini-tregua, un accordo per l'Ucraina "vicino": le promesse di Putin a Trump
La Russia è pronta a una tregua per il «giorno della Vittoria», il 9 maggio. Ad affermarlo è stato il presidente Putin in una lunga telefonata con il capo della Casa Bianca

La Russia è pronta a una tregua per il «giorno della Vittoria», il 9 maggio. Ad affermarlo è stato il presidente Vladimir Putin in una lunga telefonata di un’ora e mezza con il capo della Casa Bianca Donald Trump. Lo ha reso noto il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, che ha parlato di una chiamata «amichevole, franca e concreta», specificando che è avvenuta su iniziativa di Mosca. A suo dire, il presidente Usa si è detto favorevole. Secondo Ushakov, anzi, un accordo per porre fine al conflitto in Ucraina sarebbe «vicino». In serata la reazione dello stesso Trump. Con Putin, ha detto, «abbiamo parlato dell’Ucraina e un po’ dell’Iran. Troveremo una soluzione relativamente presto, credo che lui la voglia».
Putin ha detto all’omologo americano – ha riferito sempre Ushakov – che «gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti, ma che la Russia preferirebbe farlo attraverso i negoziati». Per Putin il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy dovrebbe «reagire positivamente alle note proposte che sono state esposte più volte, anche dalla parte americana». Si tratta della rinuncia dell’intero Dombass, incluso i territori ancora sotto controllo ucraino. Durante la telefonata, Putin ha illustrato a Trump la sua versione della situazione militare sul campo, sostenendo che «le truppe russe stanno mettendo alle strette il nemico». Inoltre, ha aggiunto Ushakov, «è stato anche menzionato che dall’inizio del 2025 la Russia ha consegnato più di 20mila salme all’Ucraina e che quest’ultima ne ha consegnate poco più di 500 a noi».
In realtà soprattutto nelle ultime settimane vari commentatori e persino blog russi hanno parlato di vari successi di Kiev sul fronte, inoltre l’Ucraina sta mettendo in difficoltà la Russia anche con gli attacchi tramite droni a importanti impianti petroliferi nel territorio russo. Azioni che Putin ha definito «metodi puramente terroristici negli attacchi contro obiettivi civili». Un’affermazione che suona decisamente ironica visti i violenti bombardamenti contro infrastrutture civili che la Russia infligge quotidianamente all’Ucraina. La telefonata di Putin potrebbe non essere una buona notizia per Kiev: più volte si è vista la capacità del leader russo di manipolare Trump, favorevole all’idea di Mosca di una «vittoria a tavolino». Vale a dire la rinuncia ai territori da parte di Kiev, pur di porre fine alla guerra. «Sia Putin, sia Trump – ha riferito ancora il consigliere - hanno espresso, in sostanza, valutazioni simili sul comportamento del regime di Kiev guidato da Zelensky, il quale, istigato dagli europei e con il loro sostegno, sta seguendo una linea volta a protrarre il conflitto». Colpisce che ieri il ministero della Difesa russa abbia annunciato che la parata del 9 maggio sarà senza alcun veicolo militare a causa «dell’attuale situazione operativa» in riferimento alla guerra in Ucraina.
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