Microchip obbligatorio per cani e gatti, c'è il via libera dell'Europarlamento

di Gabriele Rosana, Bruxelles
L'obiettivo di Strasburgo è individuare per tempo i traffici di animali a quattro zampe da parte di contrabbandieri che introducono in Europa cucciolate allevate senza scrupoli: stop anche agli incroci tra consanguinei
April 29, 2026
Microchip obbligatorio per cani e gatti, c'è il via libera dell'Europarlamento
Dai microchip obbligatori al divieto di mutilazione e incroci tra consanguinei, per la prima volta l’Unione europea si dota di regole comuni in materia di benessere e tracciabilità di cani e gatti. Con 558 sì, 35 no e 52 astenuti, gli eurodeputati riuniti in sessione plenaria a Strasburgo hanno approvato in via definitiva un regolamento per meglio proteggere dai maltrattamenti gli animali da compagnia, un’urgenza condivisa dal 74% degli europei secondo un’indagine dell’Eurobarometro, e frenare il contrabbando. Secondo le stime di Bruxelles, circa il 44% dei cittadini Ue possiede un animale domestico, per un totale di oltre 72 milioni di cani, più di 83 milioni di gatti e un valore economico delle vendite stimato in circa 1,3 miliardi di euro ogni anno. Ma oggi le norme variano molto, e non solo fra gli Stati, ma anche all’interno dei singoli Paesi.
Quando la nuova disciplina sarà a regime, tutti gli amici a quattro zampe dovranno avere i microchip sottocute e dovranno essere registrati in banche dati nazionali, consultabili online e in grado di comunicare tra loro, pensate per contrastare la rivendita di animali allevati o importati illegalmente. Per l’entrata in vigore della stretta manca solo l’adozione formale da parte dei governi riuniti nel Consiglio; da quel momento, partirà il conto alla rovescia verso un’attuazione graduale del pacchetto. Allevamenti, rifugi e negozi specializzati avranno quattro anni per mettersi in regola: dal 2030, insomma, le norme varranno per tutte le attività professionali. Il nuovo corso riguarda anche i privati che tengono cani e gatti in casa, ma con tempi più lunghi: dieci anni per mettersi in regola nel caso dei cani, quindici per i gatti. Con queste regole, Bruxelles punta ad accendere i riflettori anche sui movimenti sospetti: chi arriva fuori dall’Ue con un amico a quattro zampe al seguito, dovrà registrare almeno cinque giorni prima l’animale tramite un nuovo database europeo dedicato. L’obiettivo è scovare per tempo i traffici da parte di contrabbandieri che si spacciano per semplici privati in modo da introdurre nell’Ue cucciolate allevate senza scrupoli.
Il regolamento introduce un sistema di verifica per permettere ai potenziali acquirenti di controllare che le pubblicità online non siano fraudolente: intorno al 60% dei proprietari, infatti, porta a casa il cucciolo cliccando online. Questa modalità spesso impedisce di conoscerne esattamente l’origine e lo stato di salute, può favorire lo sviluppo di problemi comportamentali e apre la porta a traffici illegali, con documentazione – inclusi i certificati di vaccinazione contro malattie gravi come la rabbia – talvolta contraffatta.
Con la stretta Ue in nome del benessere di cani e gatti, tra 2028 e 2029 saranno poi limitate pratiche dolorose come l’amputazione di parti di orecchie, code o artigli (a meno che non lo dica il veterinario), così come la selezione genetica e l’allevamento di specie con tratti estremi che sono ritenuti dannosi, come ad esempio i cani con il muso eccessivamente schiacciato, che hanno di conseguenza difficoltà respiratorie. L’Ue ne vieterà la partecipazione in mostre, esposizioni o competizioni. Stop, ancora, ai collari con le punte e a strozzo senza sistemi di sicurezza, alla pratica di legare cani e gatti per troppo tempo (salvo esigenze mediche), e pure alle cucciolate tra consanguinei stretti (eccetto razze rarissime) o tra specie. Le disposizioni comuni fissano degli standard minimi: se lo vorrà, ciascun Paese potrà sempre fare di più e adottare discipline più severe.
«Un animale domestico è un membro della famiglia, non un oggetto o un giocattolo. Finalmente abbiamo norme più rigorose in materia di allevamento e tracciabilità che ci aiuteranno a contrastare coloro che considerano gli animali come un mezzo per ottenere un rapido profitto», ha commentato  l’eurodeputata della Repubblica Ceca Veronika Vrecionová, presidente della commissione parlamentare Agricoltura e relatrice del provvedimento all’Eurocamera.

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