Arriva il riconoscimento per una suora "Giusta tra le Nazioni"

Si tratta di suor Luigia Gazzalla, religiosa delle suore della carità, dette di Maria Bambina. Nel 1943 nascose in un ospedale psichiatrico di Carate Brianza le donne di una famiglia ebrea, i cui uomini erano stati deportati in Germania
March 6, 2026
Arriva il riconoscimento per una suora "Giusta tra le Nazioni"
suor Luigia Gazzalla
C'è una storia di salvezza avvenuta durante la Shoah dietro al nome della “Giusta tra le Nazioni” suor Luigia Gazzola, religiosa delle Congregazione delle suore di Carità, dette di Maria Bambina. Tutto questo è stato raccontato lo scorso 5 marzo in una giornata carica di significati presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza (Gruppo San Donato). Suor Luigia nel 1943, dopo aver prestato la sua opera in diversi ospedali del Veneto e della Lombardia, era la superiora di questo ospedale brianzolo che allora ospitava solo donne con problemi di salute mentale. In questa struttura Serena Milla con la mamma Lea e la nonna trovò un rifugio dopo che i nazifascisti avevano deportato in Germania il papà Ugo, il cognato Ferruccio e le sorelle Laura, Lina e Amelia senza che nessuno abbia poi fatto ritorno a casa. A 92 anni è la stessa Serena a raccontare come da Verderio, il paese della Brianza dove erano sfollati, dopo il blitz dei nazisti fossero arrivate in questo ospedale psichiatrico. «Avevo solo 10 anni, alcuni ricordi sono confusi – ha detto Serena – so che in questa struttura sono arrivata e da subito avevo fatto amicizia con altre bambine. Avevo portato con me una bambola e altri giochi. Sapevo che erano giorni tristi per noi. Sono stata battezzata, oggi mi sento in comunione con Dio. Diventata più grande ho realizzato che i tedeschi mi hanno portato via la mia famiglia, mi hanno tolto tutto. Ricordo che quando arrivava qualche ispezione suor Luigia lanciava l’allarme noi bambine ci nascondevamo sotto i letti dei pazienti, per la mia mamma e per altre ricercate erano pronte cartelle cliniche fasulle, diagnosi di malattie pericolose». Sulle vicende di quegli anni tragici hanno parlato il sindaco di Carate Luca Veggian e di Verderio Danilo Villa che ha ricordato che una strada porta il nome dei Milla e dove era la loro casa ci sono 5 pietre d’inciampo. Sulla figura di suor Luigia Gazzola, ragazza bella, aperta al dialogo che a vent’anni emise i primi voti nella grande famiglia delle Sante Capitanio e Gerosa di Lovere, ha parlato suor Mariagrazia Disarò. «Oggi non è un caso che festeggiamo questa nostra sorella che era nata il 5 marzo del 1900. Suor Luigia ha testimoniato con la vita, in un contesto storico drammatico che per il bene era, ed è possibile, rischiare la vita. Questo l’avrebbe configurata più da vicino al Cristo per vivere il carisma della fondazione: fare ogni possibile, soffrire tutto e dare anche il sangue per il bene del prossimo. Suor Grazia Loparco docente di Storia della Chiesa ha ricordato l’impegno della Chiesa cattolica lombarda, la figura del cardinal Ildelfonso Schuster che, attraverso monsignor Giovanni Barbareschie a suor Enrichetta Alfieri, ha contribuito a mettere in salvo, in diversi istituti, nelle case, negli ospedali migliaia di ebrei ma non solo. Paola Fargion che è impegnata nel scoprire e raccontare queste storie di solidarietà ha ricordato che 30 religiose italiane sono riconosciute fra i giusti della nazione. Ha poi ringraziato Marco Bartesaghi, storico di Verderio, per aver portato alla luce questa storia carica di memoria e gratitudine. A ricevere la medaglia e la pergamena che consacra suor Luigia “giusta” il nipote Mario Gazzola. Presenti la Presidente dell’Associazione Figli della Shoah, Daniela Dana, e dell’amministratore unico degli Istituti Clinici Zucchi, Renato Cerioli è stato poi piantato un ulivo nel cortile di questo moderno centro riabilitativo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Temi