Così l’oratorio rinasce. E diventa “casa” anche per ragazzi disabili e preti anziani

di Lorenzo Rosoli, inviato a Olgiate Comasco (Como)
A Olgiate Comasco la posa della prima pietra del nuovo oratorio. Quello vecchio era inagibile dal 2017: la comunità ha deciso di abbatterlo e ricostruirlo ex novo. Realizzando una struttura polifunzionale e inclusiva, con spazi per l’ospitalità di persone “fragili”
March 4, 2026
Così l’oratorio rinasce. E diventa “casa” anche per ragazzi disabili e preti anziani
Olgiate Comasco: la posa della prima pietra del nuovo oratorio, alla presenza del vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni / foto A. Spinelli
L’oratorio? Svolge «un ruolo vitale» nella Chiesa e nella società. Contribuisce a «costruire legami autentici per sconfiggere l’isolamento del nostro tempo». E offre ai giovani «spazi di vera fraternità umana e di formazione cristiana». Parola di Leone XIV. Che tramite il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha inviato un messaggio alla parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano in Olgiate Comasco. L’occasione? La benedizione e la posa della prima pietra del nuovo oratorio. Un gesto compiuto domenica scorsa, 1° marzo, alla presenza del vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, e del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Ma se quella parola non è semplice slogan né lettera morta, è grazie alla comunità di Olgiate. Alla sua passione educativa. Radicata nella fedeltà al Vangelo.
In questo popoloso borgo in provincia e diocesi di Como, in realtà, l’oratorio c’era già: ma il progressivo degrado lo aveva reso inagibile e ne aveva determinato la chiusura nel 2017. La pandemia, che aveva costretto a mettere fra parentesi qualsiasi ipotesi di intervento manutentivo, aveva poi dato il colpo di grazia. Che fare, superata l’emergenza Covid? Presto si era capito che ristrutturare il vecchio oratorio sarebbe risultato troppo gravoso, col rischio di consegnare alla comunità un immobile obsoleto e non più adeguato alle esigenze ecclesiali e sociali odierne. Ecco, dunque, l’idea di abbattere la vecchia struttura e di edificare nella stessa area, nel cuore di Olgiate, un oratorio nuovo di zecca.
Un’idea ardita. E non solo per l’imponente impegno economico che la comunità avrebbe dovuto affrontare: ma anzitutto per la decisione di “investire” sulle nuove generazioni, in un tempo che vede tanti giovani allontanarsi dalla Chiesa cattolica. Ebbene: ci sono voluti anni, ma quel sogno sta finalmente diventando realtà. Com’è potuto avvenire?
Anzitutto: grazie al coinvolgimento della comunità guidata dal parroco don Flavio Crosta. E non solo nella ricerca delle risorse per dare vita alla struttura, ma nella “gestazione” condivisa dell’identità e del progetto educativo che farà, di questo oratorio intitolato a san Giovanni Bosco, un luogo vivo e un autentico “bene comune”, evangelicamente connotato. L’idea di fondo: realizzare una struttura polifunzionale e inclusiva, accessibile a tutti, dove la gran parte degli spazi è modulabile secondo le diverse necessità delle attività che vedono coinvolti assieme bambini, ragazzi, catechisti, educatori, genitori. Ecco dunque, con il salone polifunzionale, le aule per la catechesi, lo studio, le prove di canto, gli spazi per la cucina e per i servizi. E, oltre alla cappella, ambienti attrezzati e arredati per accogliere non solo ragazzi e ragazze che desiderano vivere in oratorio esperienze di vita e di servizio comune, ma anche ragazzi con disabilità – un modo per dare sostegno e sollievo alle loro famiglie – e sacerdoti anziani, ammalati o disabili. L’oratorio – progettato dall’architetto Alessandra Mastrogiacomo – non sarà dunque un “parcheggio” per bambini e ragazzi che le famiglie non sanno dove piazzare, ma un luogo di vita condivisa, capace di accogliere tutti, dove generazioni diverse imparano a camminare insieme testimoniando il Vangelo del “farsi prossimo”.
Olgiate Comasco: il rendering del nuovo oratorio, intitolato a san Giovanni Bosco e progettato dall’architetto Alessandra Mastrogiacomo
Olgiate Comasco: il rendering del nuovo oratorio, intitolato a san Giovanni Bosco e progettato dall’architetto Alessandra Mastrogiacomo
Il cammino per trasformare questo sogno in realtà – che ha avuto il suo riferimento nella commissione coordinata da Vittore De Carli – ha mobilitato molte energie e volontà. Non è mancato il coinvolgimento e il supporto delle istituzioni, a partire dal Comune e dal suo sindaco, Simone Moretti, anche lui cresciuto in oratorio, e dalla diocesi di Como. Contributi decisivi e preziosi per coprire gli oltre quattro milioni di euro di spesa sono arrivati dalla Cei, dalla Fondazione Cariplo, dalla Regione Lombardia, da Bcc Cantù. Non meno decisivo il contributo di professionisti e imprenditori locali, di tanti donatori olgiatesi e di tanti volontari. A partire dai giovani. E se la nascita del nuovo oratorio è la prima buona notizia, sta qui la seconda buona notizia: in questi dieci anni senza “casa” – la nuova struttura sarà ultimata nel 2027 – tanti ragazzi e giovani di Olgiate non se ne sono andati altrove ma hanno imparato a fare oratorio e ad essere oratorio anche senza avere intorno i muri di un oratorio. Lo ha ricordato Giulia Grisetti intervenendo a nome dei coetanei alla cerimonia di posa della prima pietra, svoltasi nell’abbraccio di una folla festante di tutte le età, raccoltasi là dove sorgeva il vecchio oratorio, demolito nei mesi scorsi, e dove ora partirà il cantiere del nuovo. In tutti questi anni, ha detto Giulia, «abbiamo capito che un oratorio non inizia dal cemento, ma dallo sguardo di chi vede nel ragazzo qualcuno per cui vale la pena spendersi».
Dopo la posa della prima pietra, la Messa presieduta da Cantoni nella chiesa parrocchiale letteralmente gremita. Perché, come ha ricordato il parroco don Crosta, è su Cristo «pietra viva» che Olgiate vuole edificare il suo oratorio, affinché sia «casa accogliente, spazio educativo, luogo di incontro con il Signore e tra noi. Non solo realtà parrocchiale, ma dono per tutta la città, aperto alla collaborazione con chi, sul territorio, condivide la passione educativa».
Olgiate Comasco: la cerimonia della benedizione e della posa della prima pietra del nuovo oratorio / foto A. Spinelli
Olgiate Comasco: la cerimonia della benedizione e della posa della prima pietra del nuovo oratorio / foto A. Spinelli

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