mercoledì 18 gennaio 2012
Il richiamo di Benedetto XVI all'Udienza generale di oggi, nel'apertura della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che lo stesso pontefice concluderà il 25 gennaio alla Basilica di San Paolo fuori le mura.
Il testo della catechesi
Don Battaglia: ecumenismo, il bisogno di lasciarci convertire
C'è solo la preghiera per ricomporre l'unità di Salvatore Mazza
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 "La mancanza di unità tra i cristiani impedisce un annuncio più efficace del Vangelo, perchè mette in pericolo la nostra credibilità". Benedetto XVI lo ha denunciato nella catechesi dell'Udienza Generale che ha coinciso oggi con l'apertura della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che lo stesso pontefice concluderà il 25 gennaio alla Basilica di San Paolo fuori le mura, come è tradizione. La mancanza di unità, ha rilevato, è "una grande sfida per la nuova evangelizzazione, che può essere più fruttuosa se tutti i cristiani annunciano insieme la verità del Vangelo di Gesù Cristo e danno una risposta comune alla sete spirituale dei nostri tempi".Per il Papa teologo, il "compito ecumenico è una responsabilità dell'intera Chiesa e di tutti i battezzati, chedevono far crescere la comunione parziale già esistente tra i cristiani fino alla piena comunione nella verità e nella carità". Per questo, "la preghiera per l'unità non è circoscritta a questa Settimana di preghiera, ma deve diventare parte integrante della vita orante di tutti i cristiani, in ogni luogo e in ogni tempo".Citando le parole "ancora attuali" di Giovanni Paolo II, che nell'enciclica "Ut unum sint" descrisse il "danno causato alla testimonianza cristiana e all'annuncio del Vangelo dalla mancanza di unità", Benedetto XVI ha poi rivolto il suo invito ai circa 10mila fedeli presenti nell'Aula Nervi a "unirsi in preghiera in modo più intenso durante questa Settimana per l'unità, perchè cresca la testimonianza comune, la solidarietà e la collaborazione tra i cristiani, aspettando il giorno glorioso in cui potremo professare insieme la fede trasmessa dagli Apostoli e celebrare insieme i Sacramenti della nostra trasformazione in Cristo", perché "solo Lui può salvarci dalle conseguenze negative delle nostre divisioni".Il Pontefice ha anche ricordato "l'impulso impresso dal Concilio Vaticano II alla ricerca della piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo, che nella Settimana "trova ogni anno una delle sue più efficaci espressioni". Per Papa Ratzinger, infatti, c'è un legame particolare tra la Settimana e il Concilio, che "ha posto la ricerca ecumenica al centro della vita e dell'operato della Chiesa": "Questo appuntamento spirituale, che unisce cristiani di tutte le tradizioni accresce - ha concluso - la nostra consapevolezza del fatto che l'unità verso cui tendiamo non potrà essere solo il risultato dei nostri sforzi, ma sarà piuttosto un dono ricevuto dall'alto, da invocare sempre".
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