mercoledì 30 gennaio 2013
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​«Il Buon Samaritano: "Va ed anche tu fa lo stesso"» è questo il tema della XXI Giornata mondiale del malato che verrà celebrata l’11 febbraio al Santuario mariano di Nostra Signora di Altötting, in Baviera. Ieri la conferenza stampa di presentazione cui hanno partecipato i vertici del Pontificio Consiglio per la pastorale sanitaria. «Tale Giornata mondiale – ha ricordato il presidente del dicastero, l’arcivescovo Zygmunt Zimowski – intende essere un momento particolare di riflessione, di preghiera, di rinnovata attenzione da parte della Chiesa e di tutti i credenti, verso i problemi che riguardano la cura della vita, l’assistenza ai malati, l’aiuto a chi soffre». Il presule polacco ha ricordato i contenuti del Messaggio del Papa per la Giornata e in particolare l’esortazione a far diventare l’Anno della fede l’«occasione propizia perché riscopriamo e viviamo lo spirito e il farsi prossimo a imitazione del Buon Samaritano». E «per questo può essere di particolare aiuto "volgere il proprio sguardo" sui tantissimi testimoni della fede vissuta in un dono di sé nella carità». Tra gli esempi di «testimoni» che hanno particolarmente avuto a cuore nella loro vita i malati Zimowki ha ricordato quelli citati dal Papa e cioè santa Teresa del Bambino Gesù, il venerabile Luigi Novarese, Raoul Follereau, la beata Teresa di Calcutta e sant’Anna Schaffer di Mindelstetten. Il presidente del «ministero della sanità» vaticano ha segnalato anche che il dicastero, insieme alla diocesi di Passau dove si trova il Santuario di Altötting, ha composto per l’occasione una preghiera in cui viene ricordata anche la figura del beato Giovanni Paolo II, il Pontefice che ha istituito la Giornata mondiale del malato.Il segretario del Pontificio Consiglio, monsignor Jean-Marie Mupendawatu, da parte sua ha illustrato le varie tappe di questa tradizione iniziata da papa Wojtyla, spiegando come «dalla prima Giornata mondiale del malato celebrata a Lourdes nel 1993 per iniziativa del beato Giovanni Paolo II, i principali Santuari mariani del mondo e alcune città-simbolo sono stati testimoni dell’attenzione della Chiesa per chi soffre». Tra i luoghi-simbolo scelti nel corso degli anni Mupendawatu ha ricordato Czestochowa (1994), Fatima (1996), Loreto (1998) e poi Sidney (2001), Washington (2003), Adelaide (2006), Seoul (2007). «Per volontà di Benedetto XVI – ha poi aggiunto – dopo Seul le Giornate mondiali vengono celebrate per due anni consecutivi a livello locale, delle Chiese particolari, riprendendo l’appuntamento mondiale il terzo anno. Così è quest’anno con la Giornata ad Altötting». Il sottosegretario del Pontificio Consiglio, il padre camilliano Augusto Chendi, ha poi illustrato le pubblicazioni e le iniziative del dicastero, tra le quali un sussidio in vista della Giornata offerto alle Conferenze episcopali per essere diffuso nelle parrocchie, e ha ricordato come in Polonia ne sono state stampate 15mila copie e in Italia l’Unitalsi lo ha adottato per i propri pellegrinaggi. Padre Chendi ha anche ricordato le condizioni per poter ottenere l’indulgenza plenaria o parziale stabilita l’altro ieri dalla Penitenzieria apostolica.Alla conferenza stampa di ieri hanno partecipato anche il rettore di Altötting, monsignor Ludwig Limbrunner, che ha ricordato il particolare legame di papa Benedetto XVI col Santuario, e don Janusz Surzykiewicz, docente all’Università Cattolica di Eichstatt-Ingolstadt. Proprio in questo ateneo infatti si terrà un convegno scientifico internazionale sul tema «Far del bene a chi soffre» che precederà la celebrazione della Giornata mondiale. «Le relazioni previste, con docenti di varie discipline scientifiche, teologiche, psicologiche e pastorali – ha spiegato don Surzykiewicz – approfondiranno i bisogni dei malati, che non sono solo di tipo medico ma anche spirituale. Questo con un orientamento non solo cattolico ma anche protestante, di altre religioni e agnostico». Terminato il convegno i partecipanti all’evento faranno tappa anche a Monaco di Baviera dove assisteranno ad una conferenza di padre Eckhard Frick, gesuita, titolare della cattedra, unica nel suo genere, di assistenza spirituale alla facoltà di Medicina dell’Università Ludwig Maximilian della capitale bavarese.
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