venerdì 30 dicembre 2011
Le iniziative delle Chiese locali sono diffuse capillarmente in tutto il territorio. Si moltiplicano le offerte di aiuti finanziari, ma anche la possibilità di ottenere prestiti più consistenti grazie alla collaborazione con le banche. Attivo il fronte dell’accoglienza, dalle mense ai ricoveri per chi resta senza casa.
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L'Italia tra crisi e solidarietà: due modi per capirci di Salvatore Mazza
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Fluisce silenzioso come la lin­fa che innerva la pianta dalle radici alle foglie il sostegno delle diocesi a chi è in difficoltà. E, come la linfa, si distribuisce capil­larmente: da Aosta alla Sicilia sono state messe in campo risorse tra le più varie perché la risposta al biso­gno fosse puntuale. Sono innume­revoli i fondi di solidarietà di cui le diocesi si sono fatte promotrici, le iniziative di micro e macro credito, consistenti le somme distribuite. Impossibile fare un elenco comple­to delle tante ini­ziative. In Piemonte, le Chiese cuneesi - Alba, Cuneo, Fos­sano, Mondovì Sa­luzzo - con il pro­getto “Emergenza casa” offrono una risposta alle fami­glie sfrattate o a ri­schio sfratto attra­verso l’erogazione di un contributo una tantum per sostenere i costi di locazione. Susa punta sulla mensa - un pasto cal­do alla Tavola amica - così come le diocesi di Vercelli ed Acqui. Ad Asti è operativo un progetto indirizza­to al sostegno dei disoccupati. An­che Aosta, per sostenere il lavoro, con i fondi dell’8 per mille pro­muove borse di studio e corsi. In Lombardia, dal 23 gennaio 2009, il Fondo famiglia lavoro è la ri­sposta principale della Chiesa milanese. A Ber­gamo, Como, Crema. Cremona, Lodi e Manto­va esistono appositi fon­di per erogare contribui­ti alle famiglie. Contesto diverso invece a Pavia, sul cui territorio provin­ciale operano anche le Caritas di Tortona e Vigevano. Insieme, i tre organismi collaborano nel coordi­namento del microcredito, istitui­to in funzione anticrisi. Il Fondo emergenza famiglie è lo strumento operativo delle diocesi della Liguria, come Savona e Ven­timiglia. È ancora con la formula del fondo di solidarietà che si con­cretizza l’aiuto ai bisognosi in E­milia Romagna : in questa direzio­ne si sono orientate le diocesi di Ravenna, Forlì, Cesena, Faenza e I­mola. Mobilitate anche Bologna, Reggio Emilia e Piacenza dove si re­plica l’idea del fondo di solidarietà mentre la Caritas diocesana di Mo­dena, con la collaborazione del­l’ordine dei farmacisti, ha propo­sto la donazione di farmaci per il Centro di ascolto diocesano per fa­vorire l’accesso alle cure mediche di famiglie in difficoltà. Fidenza, in­fine, oltre al fondo diocesano co­stituito dalle collette quaresimali, ha lanciato il progetto “Adozioni a vicinanza”, che consiste nell’af­fiancamento, sia relazionale sia e­conomico, di nuclei in difficoltà. La crisi ha spinto le Caritas delle Marche ad attivare progetti di mi­crocredito per aiutare famiglie e singoli. È successo a Fano che già dal 2007 ha attivato, con la colla­borazione del Banco di credito coo­perativo di Fano, micro-prestiti di massimo 5.000 euro. Il microcredi­to è praticato anche dalle Chiese di Ascoli Piceno, Ancona, Jesi, Seni­gallia, Macerata. Nel periodo di Avvento i vescovi dell’Umbria hanno fatto appello alla generosità di tutti per ridare slancio al Fondo di Solidarietà. Anche nel Lazio la Chiesa è scesa in campo per dare risposte concrete all’ac­cresciuta situa­zione di diffi­coltà: a Viterbo la diocesi alimenta da anni un pro­prio fondo di so­lidarietà, grazie al quale sostiene prestiti a famiglie indebitate, che restituiscono quanto avuto senza fretta e senza interessi. Anche la diocesi di Porto Santa Rufina ha il suo fondo solidale mentre Ladi­spoli è impegnata sul fronte dei senza fissa dimora con un’apposi­ta struttura di accoglienza. Un fondo di garanzia - la Fonda­zione Antiusura Jubilaeum - è sta­to voluto dai vescovi di Avezzano, L’Aquila e Sulmona ed ha esteso la propria competenza operativa sul­l’intera regione Abruzzo attivando sezioni anche nelle diocesi di Chie­ti, Pescara, Lanciano e Teramo. La Campania è tra le regioni più col­pite per l’incidenza della povertà relativa che è superiore alla media nazionale. Una situazione che tro­va attente e solidali le Chiese loca­li che hanno attivato 70 progetti per sostenere in modo specifico le fa­miglie e le piccole imprese colpite dalla crisi economica. Si chiama “Barnaba” il progetto di micro credito a giovani e imprese promosso dalla diocesi di Andria, in Puglia. Esperienze simili stanno nascendo a Ugento e Nardò men­tre a Brindisi e a Bari sono molto at­tive le fondazioni anti-usura. In Ba­silicata le situazioni di maggiore difficoltà vengono analizzate «caso per caso». Le sei diocesi della re­gione, oltre all’«ordinario» impe­gno per gli indigenti e ai program­mi promossi a livello nazionale, hanno attivato progetti finanziati dai fondi di solidarietà: è il caso del­le attività di contrasto all’esclusio­ne e al disagio sociale del Cestrim (costituito a Potenza nel 1995) e della Fondazione lucana antiusu­ra “Mons. Cavalla” di Matera. I progetti di contrasto a vecchie e nuove povertà approvati dalla Re­gione in Sicilia sono molteplici. Sul territorio palermitano ben 21, per un importo di quasi due milioni e mezzo di euro.
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