Canale d'Agordo. Giovanni Paolo I, passo verso gli altari


Giuseppe Bratti giovedì 27 agosto 2015
"Conclusa la positio": l'annuncio del vescovo di Belluno-Feltre Andrich nella Messa a Canale nell'anniversario dell'elezione a Pontefice.
Il Papa emerito, Benedetto XVI, ha voluto inserire la sua testimonianza personale nella positio di papa Luciani: per la prima volta, nella storia della Chiesa, un Papa testimonia per la causa di beatificazione di un altro Papa. A dare la notizia ai fedeli, radunati ieri pomeriggio, mercoledì 26 agosto, in piazza a Canale d’Agordo nell’anniversario dell’elezione di papa Giovanni Paolo I, è stato il vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, nel saluto iniziale della Messa presieduta quest’anno dall’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan. Con la testimonianza di papa Ratzinger, la positio è ultimata. «Annuncio quindi con gioia che la causa di beatificazione entra ora nella sua fase conclusiva – ha proseguito il vescovo Andrich – e preghiamo che si avvii a conclusione il riconoscimento della santità da parte della Chiesa». Queste parole tanto attese sono giunte in una piazza, accarezzata da un sole estivo, nell’ottantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Albino Luciani. «Nel 1935 – ha ricordato l’arcivescovo Bressan nell’omelia – per alcuni mesi, fu vicario cooperatore in questa stessa parrocchia; a voi agordini grazie di averlo preparato per la Chiesa universale». Il breve pontificato di Giovanni Paolo I è stato descritto da due prospettive: quella della Segreteria di Stato vaticana, dove Bressan era allora in servizio da due anni, e quella di Trento, con la gioia dell’arcivescovo di allora, Alessandro Maria Gottardi, legato da amicizia a Luciani fin dagli anni giovanili. Gottardi si recò la sera dell’elezione da Antonia Luciani, sorella del Papa, che abitava in Valsugana e tre giorni dopo celebrò nella cattedrale di Trento la Messa di ringraziamento. In Segreteria di Stato, nel frattempo, ha raccontato Bressan, «ammiravamo un Papa innovativo, con capacità di pronta decisione, iniziando dall’adozione di un nome composito, come non era mai avvenuto nella storia della Chiesa». E a Trento, nelle stesse ore, il vescovo Gottardi rendeva omaggio alla sapienza pastorale di Luciani descrivendolo, in Cattedrale, come «un umile figlio del popolo, un sacerdote semplice e retto, un pastore zelante e fedele». A Roma, ecco l’atteggiamento di Bressan e di quanti erano con lui in servizio nell’estate 1978. «Seguivamo con rispetto e ammirazione la vasta dedizione di Giovanni Paolo I per il mondo intero». Una dedizione che portava il nuovo Papa «a curare subito i contatti con tutti, nel desiderio di raggiungere tutti; portava un’aria  nuova di comunicazione tra il Papa e il suo popolo e tutti eravamo nella gioia». «Arrivederci alla proclamazione a venerabile e a beato di Giovanni Paolo I», ha concluso, prima della benedizione, arcivescovo Bressan. Tra i fedeli presenti, anche i familiari di papa Luciani e il direttore di Avvenire,  Marco Tarquinio.
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