giovedì 22 gennaio 2015
​Il Messaggio del Papa per la Giornata della Comunicazioni sociali (17 maggio). IL TESTO
S. Francesco di Sales, vescovo "giornalista" (Elio Guerriero)
Comunicazione da generare di Chiara Giaccardi
​Non poteva essere che la famiglia il tema della 49esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che la Chiesa celebra il 17 maggio prossimo. Quella famiglia che è il "primo luogo dove impariamo a comunicare", scrive Papa Francesco nel Messaggio dal titolo "Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell'incontro nella gratuità dell'amore".Prendendo spunto dal figlio di Eisabetta che, udito il saluto di Maria, sussultò nel suo grembo, il Papa osserva che la comunicazione è "un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo" e che proprio l'incontro tra madre e figlio ancora nel grembo è la "prima esperienza di comunicazione" che accomuna tutti.La famiglia continua a essere luogo di comunicazione dopo la nascita: generazioni e persone diverse interagiscono perché legate da un vincolo e percepiscono la continuità delle generazioni. In questo ambito, una forma fondamentale di comunicazione, che ne costituisce la dimensione religiosa, è la preghiera.La comunicazione in famiglia è prossimità, capacità di abbracciarsi e sostenersi, accompagnarsi. Primo di tutto nel suo interno, poi anche all'esterno, nella capacità di aiutare le "famiglie più ferite". La famiglia in cui ci si vuole bene, osserva ancora Papa Francesco, diventa scuola di perdono: una comunicazione che si logora e che attraverso il pentimento espresso e accolto si può riannodare e far crescere. I media oggi possono ostacolare o, al contrario, aiutare la comunicazione in famiglia: nel primo caso se riescono a mantenere il contatto tra persone lontane e se aiutano a raccontare e condividere, nel secondo se ci si isola e ci si sottrae all'ascolto dell'altro.  Questa è la sfida che oggi si presenta: "reimparare a raccontare, non semplicemente a produrre e consumare informazione". È possibile, invita in conclusione il Papa, "ripristinare uno sguardo capace di riconoscere che la famiglia continua ad essere una grande risorsa, e non solo un problema o un’istituzione in crisi. I media tendono a volte a presentare la famiglia come se fosse un modello astratto da accettare o rifiutare, da difendere o attaccare, invece che una realtà concreta da vivere; o come se fosse un’ideologia di qualcuno contro qualcun altro, invece che il luogo dove tutti impariamo che cosa significa comunicare nell’amore ricevuto e donato". La famiglia più bella è "quella che sa comunicare, partendo dalla testimonianza, la bellezza e la ricchezza del rapporto tra uomo e donna, e di quello tra genitori e figli. Non lottiamo per difendere il passato, ma lavoriamo con pazienza e fiducia, in tutti gli ambienti che quotidianamente abitiamo, per costruire il futuro".
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