lunedì 25 luglio 2016
​Inaugurata domenica, è già diventata punto di riferimento per le migliaia di ragazzi italianipresenti in città: cibo, bibite fresche, ma soprattutto amicizia e condivisione a tutte le ore del giorno... Il racconto di Daniela Pozzoli, le foto di Stefano Del Pozzolo (Imago Mundi)
Il cuoco polacco e il parco del silenzio Le curiosità di Casa Italia a Cracovia

A poche ore dall'inaugurazione ufficiale, Casa Italia è davvero diventata il cuore della presenza dei giovani connazionali alla Gmg di Cracovia. Un grande edificio pieno di vita, dove chiunque, dalla mattina presto a notte fonda, può trovare cibo, bevande, servizi igienici, perfino un giardino silenzioso per un momento di pace. Ma soprattutto amicizia e un posto dove sentirsi a casa. Le foto sono di Stefano Del Pozzolo dell'agenzia Imago Mundi (Romano Siciliani)

 

Il gruppo di Pistoia è il primo a essere arrivato a Casa Italia sabato sera. Con don Diego Pancaldi una trentina di ragazzi, “tutti giovanissimi tra i 16 e i 18 anni”, ci tiene a sottolineare il sacerdote toscano.

 

 A Casa Italia possono appoggiarsi per qualsiasi esigenza all’ufficio di suor Veronica che si occupa, insieme con due laiche, delle questioni logistiche e personali dei 280 disabili italiani iscritti.

 

Una delle sette tende gonfiabili della misericordia che erano state realizzate e montate nelle sette piazze romane in occasione del Giubileo dei ragazzi di aprile, campeggia adesso nel grande cortile di Casa Italia.

Sotto alla struttura bianca è stato allestito il punto vendita delle magliette ufficiali degli italiani, realizzate da Andrea Mastrovito, eclettico artista che si divide tra Italia e America.

 

Sotto un albero secolare, nel cortile della vecchia università dei Padre Bernardini che ospita Casa Italia, c’è il punto ristoro dove si può bere un caffè “doc” (5mila euro in capsule arrivate dall’Italia, 50 centesimi a tazzina), introvabile a Cracovia. In alcuni momenti lunghe code di chi sente “nostalgia” dei sapori di casa

 

A prima vista non lo si vede, coperto com’è da una lunga fila di box, ma tra Casa Italia e la chiesa di San Bernardo da Siena dei Padri Bernardini, si cela un bellissimo giardino fiorito e dagli alberi carichi di susine, mele e pere. Dai Padri il permesso di raccogliere la frutta matura. Il silenzio funziona da camera di decompressione. Da non far sapere in giro.

 

Don Paolo è arrivato con un pulmino carico di vettovaglie da Bergamo e qui a Casa Italia mette a tavola tutti i giorni decine di ospiti. Basta prenotarsi entro le 9. Insieme con lui un cuoco polacco: tra i due l’ostacolo linguistico è evidente, ma viene superato dal desiderio comune di soddisfare i pellegrini con pastasciutte e fette di pane e nutella. Da provare.

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