martedì 4 dicembre 2018
La decisione è maturata per il senso di responsabilità nei confronti della sua diocesi di Agrigento che richiede la sua presenza costante
Il cardinale Francesco Montenegro con un gruppo di rifugiati

Il cardinale Francesco Montenegro con un gruppo di rifugiati

Una decisione sofferta e meditata. Alla quale è giunto per senso di responsabilità verso la propria arcidiocesi di Agrigento. Così il cardinale Francesco Montenegro ha motivato le sue dimissioni da presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e, di conseguenza, anche dalla presidenza di Caritas italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. L’annuncio, un po’ a sorpresa, è giunto nel corso del Consiglio nazionale di Caritas italiana e il porporato siciliano l’ha accompagnata con le parole commosse. «Prima di dirvi ciao vi dico grazie e ci metto tutto me stesso – ha sottolineato infatti – perché il mondo Caritas è stato fondamentale per tutte le mie scelte».

La decisione, dunque, è il frutto di una lunga riflessione. Nel cardinale è andata via via maturando poiché questo incarico richiedeva sempre più spesso la sua presenza fuori dalla diocesi di cui è arcivescovo – Agrigento – la quale invece richiede la sua attenzione e la sua presenza costante.

Alla presidenza della Commissione episcopale e quindi della Caritas italiana, il cardinale Montenegro era stato di nuovo eletto nel maggio del 2015, durante l’Assemblea generale dei vescovi. Per lui si trattava di un ritorno in un incarico ricoperto anche in precedenza, e precisamente dal 2003 al 2008, quando però era vescovo ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, dunque un po’ più libero dagli impegni pastorali che spettano a un presule diocesano.

Il cardinale Francesco Montenegro

Il cardinale Francesco Montenegro

Proprio nel 2008 era stato nominato arcivescovo di Agrigento e certo non aveva perso la sua sensibilità verso il mondo degli «scartati», come direbbe papa Francesco. In questi dieci anni ha infatti vissuto in prima linea il dramma delle migrazioni (l’isola-simbolo di Lampedusa fa parte del territorio della sua diocesi), distinguendosi per la vicinanza ai tanti uomini, donne e bambini che sfidano il mare per fuggire dall’inferno della guerra, delle persecuzioni e della povertà.

Subito dopo l’annuncio delle dimissioni, sul sito di Caritas italiana è comparsa una nota di ringraziamento al porporato. «A lui va la gratitudine del direttore, di tutti gli operatori di Caritas italiana e delle Caritas diocesane per questi anni in cui ci ha accompagnato e guidato con grande umanità, capacità di dialogo e lungimiranza», si legge nel comunicato. «Affidiamo al Signore il suo impegno futuro – prosegue la nota – nella certezza che, nel proseguire il suo servizio alla Chiesa, continuerà ad essere un pastore attento e capace di ascoltare e far ascoltare il grido dei poveri per cercare di aiutarli a riprendere la vita con dignità».

Anche oggi, a margine di un evento al quale era presente, il cardinale Montenegro ha commentato gli ultimi sviluppi dell’attualità. «Si può sempre tornare sui propri passi e rivederli», ha detto riguardo alla posizione italiana sul global compact. E sulla legge Salvini: «Dove ci sono uomini che sono in necessità, nel bisogno, non credo sia solo la sicurezza a garantire che tutto sia in ordine: la sicurezza non guarda il cuore, mentre l’uomo ha bisogno di cuore soprattutto se è in difficoltà».

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