mercoledì 10 ottobre 2018
Nelle congregazioni generali si parla di politica. Il presidente della Comece, Hollerich: "L'Ue ha garantito la pace nel mondo". Aguiar Retes (Città del Messico): "Proteggere i giovani dal Dio google"
(Archivio Siciliani)

(Archivio Siciliani)

Il Sinodo dei vescovi non ha parlato molto di politica, ma di totalitarismi e populismi sì. Mettendo in guardia dagli uni e dagli altri. L'arcivescovo di Lussemburgo, Jean-Claude Hollerich, ripondendo alla domanda di un giornalista, nell'odierno briefing sull'andamento dei lavori, ha detto: «Come vescovo europeo, sono molto preoccupato per i totalitarismi e i populismi, che potrebbero distruggere la costruzione europea che abbiamo».

Il presule, che è anche presidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea (Comece), ha fatto notare che l’attuale assetto dell’Europa «si può anche criticare, ma finora ci ha garantito la pace ed è stata causa di pace in tutto il mondo». In ogni totalitarismo, ha proseguito Hollerich, «c’è sempre un certo egoismo: ci si preoccupa della felicità solo dei propri cittadini, degli altri non ci si cura». Ma «se noi, come Chiesa, ci concentriamo sui più deboli, sui più emarginati, stiamo facendo prevenzione contro il populismo». L'intervento ha preso spunto da ciò che ha riferito il prefetto del Dicastero vaticano per la comunicazione, Paolo Ruffini, a proposito degli interventi della mattinata. Alcuni padri sinodali, aveva sottolineato Ruffini, hanno definito «totalitarismi camuffati» quelli dell'era post-moderna, accennando anche a una sorta di «Dio google».

Secondo il cardinale Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Città del Messico, si è parlato di un «totalitarismo nuovo» che è quello dell'«anonimato nelle reti, che viene manipolato e genera ideologie in modo nascosto». Le «prime vittime» di questa forma inedita di totalitarismo, ha fatto notare il cardinale, sono proprio i giovani, alcuni dei quali «arrivano perfino a suicidarsi in base alle istruzioni in rete». Oltre alle forme nuove, ha detto Retes, «esistono altri totalitarismi che ci sono sempre stati e che continueranno ad apparire nella storia dell’umanità». Ecco, dunque l’importanza di una «educazione integrale, soprattutto dei giovani, per costruire una società basata su relazioni fraterne e solidali».

Lo stesso cardinale messicano ha poi risposto a una domanda sull'aborto, anche in seguito alla forte denuncia di papa Francesco, durante l'udienza generale. «Il diritto che si vuole attribuire alla donna di interrompere una gravidanza deve sottostare al diritto di tutti che è il diritto alla vita», ha detto.

Nel corso dei lavori è intervenuto anche il Papa, ma il prefetto Ruffini, rispondendo a una domanda, non ha voluto rivelarne il contenuto, perché Francesco vuole applicata anche a sé la regola che le idee espresse non vengono attribuite a chi le ha formulate, ma in generale all'assemblea sinodale. Sempre Ruffini ha precisato che i due vescovi cinesi presenti ai lavori andranno via prima della fine del Sinodo, ma questo era ampiamente previsto, in quanto avvertiti della possibilità di recarsi a Roma solo pochi giorni prima della partenza non hanno potuto spostare tutti gli impegni diocesani previsti da tempo.

Infine sono stati resi noti ieri i nomi dei componenti la Commissione che dovrà redigere il messaggio finale. Per l'Europa è presente l'arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte. Per l'Africa è stato eletto il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; per l'America il cardinale Carlos Auiar Retes, arcivescovo di Città del Messico; per l'Asia il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, presidente della Conferenza Episcopale; per l'Oceania monsignor Peter Andrew Comensoli, arcivescovo di Melbourne (Australia).

Il Papa ha poi integrato gli eletti con Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo Maggiore di Kiev e capo del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina; padre Alexandre Awi Mello, segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita; don Eduardo Gonzalo Redondo, responsabile della Pastorale Vocazionale (Cuba). Fanno parte della Commissione anche il relatore generale del Sinodo sui giovani, cardinale Sèrgio da Rocha, arcivescovo di Brasìlia, presidente della Conferenza Episcopale (Brasile); i segretari speciali padre Giacomo Costa, gesuita, direttore della Rivista "Aggiornamenti Sociali"; don Rossano Sala, salesiano, professore di Pastorale Giovanile presso la Pontificia Università Salesiana e Direttore della Rivista "Note di Pastorale Giovanile"; e il segretario generale del Sinodo cardinale Lorenzo Baldisseri.

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