martedì 4 gennaio 2011
Una preghiera sulla tomba di don Zeno Saltini, nel piccolo cimitero della comunità da lui creata all'inizio degli anni Cinquanta. Così il presidente della Conferenza episcopale italiana ha voluto chiudere la sua mattinata, dopo la celebrazione eucaristica, accompagnato dal presidente della comunità, Francesco e da don Ferdinando Neri.
- Il video di TV2000
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Una preghiera sulla tomba di don Zeno Saltini, nel piccolo cimitero della comunità da lui creata all'inizio degli anni Cinquanta. Così il presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, oggi in visita a Nomadelfia, ha voluto chiudere la sua mattinata, dopo la celebrazione eucaristica, accompagnato dal presidente della comunità, Francesco e dal successore di don Zeno, don Ferdinando Neri. La salma di don Zeno tornò a Nomadelfia nel 2000, quando, in occasione del centenario della nascita del sacerdote, originario della provincia di Modena, fu riportata nel piccolo cimitero creato appositamente e le sue spoglie vennero spostate dal cimitero di Batignano dove erano dal 15 gennaio 1981, quando don Zeno morì all'età di 80 anni. Il cardinale Bagnasco, primo presidente della Cei a visitare la comunità che nel 1989 ospitò Giovanni Paolo II, subito dopo la preghiera al cimitero, è stato accolto da una delle famiglie della comunità per il pranzo. Alle 16 l'incontro con i residenti. Tra loro, da qualche tempo, anche don Stefano Vassallo, un prete diocesano di Genova.L'OMELIA DEL CARDINALE BAGNASCOPapa Benedetto XVI è un dono per la Chiesa in mezzo «al disorientamento». Lo ha detto il cardinale Bagnasco nel corso dell'omelia. «Ringraziamo il Signore e preghiamo per il Santo Padre Benedetto XVI - ha proseguito Bagnasco - perché il Maestro che lo ha scelto pastore della Chiesa universale lo sostenga con la luce e la forza del suo Spirito, perché senta di essere accompagnato dalla preghiera e dall'amore di Nomadelfia». Prendendo come spunto il Vangelo di oggi, con la chiamata dei primo apostoli, e in particolare di Pietro, il presidente della Cei ha ricordato come proprio Pietro è «principio e fondamento visibile della Chiesa», e anche «garanzia della fede autentica». Per questo il Papa, successore di Pietro, «continua nella sua missione di fondamento e di garanzia della fede cattolica» e i fedeli, ha concluso il cardinale Bagnasco, devono «guardare al Papa, ascoltare la sua parola» sapendo bene di avere «il punto sicuro della verità della fede e dell'agire morale, in mezzo a opinioni, idee, dottrine diverse e contrastanti».Il cardinale, accolto anche dal vescovo di Grosseto monsignor Franco Agostinelli, durante l'omelia ha sottolineato come la  realtà di Nomadelfia, «intuizione felice e provvidenziale di don Zeno, arricchisce la moltitudine dei carismi con i quali  lo Spirito abbellisce il volto della Chiesa». Un carisma, quello di Nomadelfia, che ha la sua centralità «nella famiglia,  nell'accoglienza di chi ha bisogno di genitori - ha concluso il presidente della Cei - perchè Dio non è solitudine e  isolamento ma comunione e amore, potremmo dire "è famigla"».  Al termine della Messa si è ripetuta la cerimonia di affido di sette nuovi figli ad altrettante famiglie di nomadelfi. LA TESTIMONIANZA DI MAMMA IRENE«Se Nomadelfia riesce a stare al suo posto, ad andare avanti come è successo fino ad oggi, credo possa essere un esempio in quest'epoca "preoccupante", un passo avanti nella nuova civiltà». Lo ha detto mamma Irene, la prima «mamma per vocazione» ad  accompagnare nel 1941 don Zeno Saltini in quella che allora si chiamava l'Opera dei Piccoli apostoli, che qualche anno più  tardi diventò Nomadelfia.Mamma Irene, allora, aveva 18 anni, scappò di casa per seguire don Zeno e in un colpo solo si ritrovò con 17 "figli": «Guai se non ci fossero state le mamme per vocazione - ha ricordato -, donne che rinunciano al matrimonio per accogliere figli non lor», ma anche le famiglie, ha aggiunto a margine della visita del presidente della Cei. «Don Zeno è morto 30 anni fa, ma è come se fosse sempre tra noi», ha detto ancora mamma Irene prima di entrare in chiesa per la messa, appoggiata al suo bastone, ma ancora vivace.«Don Zeno ci ha lasciato un grande esempio di amore per la Chiesa e oggi lo possiamo dimostrare con l'accoglienza al  cardinale Bagnasco», ha rilevato invece don Ferdinando Neri, successore di don Zeno. «Anche Nomadelfia fa parte della Chiesa -  ha proseguito -, è un microcosmo, un piccolo popolo in cuI tutti si propongono di vivere nell'unità ed è giusto che il  presidente della Cei conosca questa comunità».
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