Il 14 maggio la conclusione della fase diocesana per la beatificazione di don Giussani
L'annuncio dell'arcivescovo Delpini. Il presidente di Cl, Prosperi: «Commozione e gratitudine»

«Un grande prete, un sacerdote ambrosiano innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo. Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare – come ha dato – origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il Movimento e la Fraternità di Comunione e Liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo». Con queste parole l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha accompagnato l’annuncio, concluso da un lungo applauso, della chiusura della fase diocesana dell’inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione di monsignor Luigi Giussani, fondatore di Cl.
Giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, Delpini, che ha detto di condividere la gioia di tutta la Chiesa ambrosiana e del movimento, presiederà la celebrazione eucaristica che segnerà la conclusione della fase diocesana. La notizia è giunta al termine della Messa, presieduta dallo stesso arcivescovo ieri sera in Duomo per il 21° anniversario della morte di Giussani, scomparso il 22 febbraio 2005 e per il 44° del riconoscimento pontificio della fraternità.
Presenti alla celebrazione il presidente della Fraternità di Cl, Davide Prosperi, il fratello di “don Gius”, Gaetano, i nipoti, la vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo con la fascia tricolore, molti vertici di Cl, con i presidenti della Compagnia delle Opere, Andrea Dellabianca, e del Meeting Bernhard Scholz, e la postulatrice della causa, Chiara Minelli. A concelebrare oltre cinquanta sacerdoti, tra cui il moderator Curiae, monsignor Carlo Azzimonti, l’assistente ecclesiastico diocesano di Cl, don Mario Garavaglia, e il primo successore di Giussani alla guida della fraternità, don Julián Carron.
«È un annuncio che ci riempie di commozione e di gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani, dal quale è sgorgata un’esperienza di cammino cristiano che continua a vivere e a rinnovarsi in tutto il mondo nella sequela al Papa e ai suoi vescovi. Profondamente grati all’arcivescovo Delpini e in attesa di poter assistere con gioia a questo nuovo fondamentale passo della causa di beatificazione, continuiamo a pregare affinché la Chiesa accolga presto tra i suoi santi don Giussani, che con la sua testimonianza ci ha insegnato a conoscere e amare Gesù Cristo, presente qui e ora, e salvezza per tutti gli uomini e le donne di ogni tempo», si legge in una dichiarazione del presidente Prosperi che, in Duomo, ha letto un saluto di ringraziamento.
A dare avvio al processo, che ora giunge al compimento diocesano fu, nel 2012, l’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, che dispose l’inizio della cosiddetta “fase documentale”. Il 9 maggio 2024 nella Basilica di Sant’Ambrogio, Delpini aprì la prima sessione pubblica della “fase testimoniale” dell’inchiesta, durante la quale sono state acquisite circa ottanta testimonianze a conferma della fama di santità di don Giussani. Ora, tutta la documentazione raccolta verrà trasmessa al Dicastero vaticano delle Cause dei santi, dove verrà verificato il lavoro fatto nella diocesi ambrosiana e seguiranno le altre fasi previste dalle norme fino ad arrivare all’eventuale decisione del Papa di dichiarare venerabile il servo di Dio. A quel punto, acclarato almeno un miracolo compiuto da Dio attraverso la preghiera e l’intercessione di don Giussani, questi potrà essere proclamato beato e, dopo un successivo miracolo, santo.
La scelta della data e del luogo per la celebrazione di maggio è legata alla figura stessa del fondatore: la solennità dell’Ascensione a lui particolarmente cara e la Basilica vicina alle aule dell’Università Cattolica, che vuole ricordare i luoghi in cui per molti anni il fondatore di Comunione e Liberazione formò generazioni di giovani.
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