Il Papa ai Legionari di Cristo: «Continuate a vivere in atteggiamento di preghiera, umiltà e libertà interiore»
L'udienza ai partecipanti al Capitolo generale della congregazione

«Come nella vita di ogni istituto religioso, questo è un tempo di grazia, un momento privilegiato di discernimento comunitario e di ascolto dello Spirito Santo, che continua a guidare la vostra storia e a sostenere la missione affidata alla vostra Congregazione, nella fedeltà al carisma ricevuto come dono da Dio per la Chiesa. È anche un'opportunità per voi di riconoscervi eredi di un carisma che, attraverso percorsi diversi e declinazioni storiche, a volte dolorose e non prive di crisi, ha dato origine alla Congregazione dei Legionari di Cristo, uniti dalle stesse radici spirituali e dalla comune passione apostolica».
Così il Papa si è rivolto ai partecipanti al Capitolo generale dei Legionari di Cristo, ricevuti stamattina in udienza. Il Capitolo si è aperto lo scorso gennaio e, nel corso dei lavori, è stato eletto direttore generale della Congregazione il 51enne messicano Carlos Gutiérrez López.
«Il carisma è un dono dello Spirito Santo – ha ricordato il Pontefice –: ogni istituto e ciascuno dei suoi membri sono chiamati a incarnarlo personalmente e comunitariamente, in un continuo processo di approfondimento della propria identità, che li colloca e li definisce nella Chiesa e nella società. Questo cammino, a sua volta, costituisce un prezioso contributo alla Chiesa nel suo insieme e, in particolare, alla famiglia spirituale del Regnum Christi», ossia il movimento di cui i Legionari di Cristo rappresentano l’espressione sacerdotale.
«Ricordatevi – ha sottolineato in un passaggio del suo discorso Papa Prevost – che non siete i proprietari del carisma, ma i suoi custodi e servitori. Siete chiamati a dare la vita affinché questo dono continui a portare frutto nella Chiesa e nel mondo. Per questo, questo Capitolo vi invita a continuare a interrogarvi su come vivere oggi, con fedeltà creativa, l’intuizione carismatica che ha dato origine alla vostra famiglia religiosa».
Il Papa ha fatto riferimento anche a un punto chiave delle dinamiche interne delle congregazioni, richiamando un passo di Evangelii gaudium: «L’autorità nella vita religiosa non è intesa come dominio, ma come servizio spirituale e fraterno a coloro che condividono la stessa vocazione. Il suo esercizio deve manifestarsi nell’arte dell’accompagnamento, imparando a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro (cfr Es 3,5), con uno sguardo rispettoso e compassionevole che, allo stesso tempo, guarisce, libera e incoraggia la crescita nella vita cristiana».
Così, «la vostra missione è quella di offrire questa testimonianza visibile di ascolto reciproco e di ricerca congiunta della volontà di Dio, sia per le vostre comunità sia per coloro che incontrate lungo il cammino mentre compite la vostra missione».
«Vi esorto a continuare a vivere in un atteggiamento di preghiera, umiltà e libertà interiore – è stato uno dei compiti che il Papa ha lasciato ai suoi interlocutori –. Non perseguite interessi personali o regionali, né cercate mere soluzioni organizzative, ma cercate soprattutto la volontà di Dio per la vostra famiglia religiosa e per la missione che la Chiesa vi ha affidato».
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