Don Malgesini, dal Vaticano il via libera all'avvio del processo di beatificazione
di Enrica Lattanzi, Como
L'annuncio del vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni

«Vorrei annunciarvi una gioiosa e consolante notizia. Mi è giunta dalla Santa Sede, e precisamente dal Dicastero delle Cause dei santi, la facoltà di dare inizio al processo di beatificazione di don Roberto Malgesini». È stato il vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, a condividere il contenuto dell’importante comunicazione appena giunta dal Vaticano. Don Roberto Malgesini, il 15 settembre 2020, fu ucciso da una persona senza dimora a pochi passi dalla sua casa, di fronte alla chiesa di San Rocco. Aveva compiuto 51 anni da un mese. Come ogni mattina don Roberto stava caricando sulla sua auto dolci, biscotti e bevande calde da distribuire ai poveri di Como per il “giro colazioni” assieme a decine di volontari. A colpirlo fu un uomo che Malgesini conosceva bene e al quale aveva assicurato sempre il suo aiuto. Per lui, due anni fa, è stata stabilita, in via definitiva, la pena a 25 anni di carcere.
Significativo è il contesto in cui il cardinale Cantoni ha dato notizia dell’autorizzazione ricevuta. Lo ha fatto ieri, 21 marzo, durante il ritiro diocesano di Quaresima dei giovani e la fiaccolata nella veglia di preghiera per i missionari martiri, alla quale era presente anche la sorella di don Malgesini, Caterina. Ritiro e fiaccolata che si sono svolti nella comunità pastorale “Giovanni Battista Scalabrini”, dove don Roberto svolgeva il suo ministero pastorale. «Di rientro da un incontro, venerdì pomeriggio, mi è stata consegnata una lettera. Il suo contenuto era solenne, scritta in latino – ha confidato il porporato –, per informare che “nihil obstat”», ovvero che non vi è alcun impedimento affinché la Chiesa di Como possa avviare la fase diocesana per il processo di beatificazione di don Roberto Malgesini.
All’annuncio del vescovo hanno fatto seguito gli applausi dei giovani, prolungati e convinti. Tanto che il cardinale Cantoni si è visibilmente commosso e ha aggiunto: «È il segno che la Provvidenza esiste e la Provvidenza è ciò che Dio fa nel segreto. È un piano amoroso e misterioso dell’agire Signore e riguarda tutti. Mi auguro che ciascuno di voi, nella propria vita, possa fare esperienza di questa Provvidenza».
La scelta di parlare prima di tutto ai giovani è nata nel solco delle testimonianze che hanno accompagnato la giornata di sabato. Ovvero il ricordo di don Roberto Malgesini e del beato don Pino Puglisi, con la presenza, a Como, anche l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice.
«Lo Spirito Santo – ha sottolineato il cardinale Cantoni – ha marchiato di vivo fuoco l’essere e l’agire delle nostre due Chiese e le ha rese feconde proprio per il sacrificio di questi due sacerdoti, don Pino e don Roberto, che con la loro offerta d’amore, a 27 anni di distanza, ma nello stesso giorno, il 15 settembre, hanno confermato quanto già Tertulliano aveva scritto: il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani. Così noi tutti, testimoni e amici di questi due “giganti della carità”, siamo stimolati a continuare decisamente il nostro cammino, facendo del dono di noi stessi lo scopo della nostra esistenza».
Don Roberto Bartesaghi, compagno di ordinazione di don Malgesini, amico e punto di riferimento per la famiglia del sacerdote, affida ad Avvenire tre riflessioni. La prima: lui, e tanti altri, sentivano già da tempo che si potesse concretizzare la possibilità di avviare il processo di beatificazione. La seconda: «Ora dobbiamo impegnarci e prendere sul serio la testimonianza di don Roberto». Anche perché, ed è questo il terzo pensiero, «commuove e spaventa l’idea che chi vive accanto a te potrebbe essere un santo, ma tu non lo sai. E forse, questa circostanza, dovrebbe spingere ciascuno di noi a essere santo nella propria vita quotidiana».
«Nei prossimi giorni – fa sapere la diocesi – verranno fornite tutte le ulteriori indicazioni e informazioni». L’autorizzazione del Dicastero, infatti, conclude una fase conoscitiva e segna il primo passo di un cammino che richiede specifici passaggi normativi e celebrativi. «In questi cinque anni – aveva detto Cantoni nella Messa di suffragio dello scorso 15 settembre – è stupefacente come il ricordo di don Roberto, così schivo e così lontano dal mettersi in mostra, si sia mantenuto e diffuso». Tre i caratteri distintivi di don Malgesini per il vescovo, che lo conosceva bene essendone stato il padre spirituale. Don Roberto è stato «uomo di preghiera, uomo di speranza, uomo di mitezza». La sua giornata «era» preghiera, segnata sempre da un sorriso per tutti, anche nei momenti di difficoltà. Malgesini non è stato un mero filantropo: «Era prima tutto un prete, felice di essere prete, capace di cogliere il volto di Dio in chiunque incontrasse, dai ragazzi in oratorio ai poveri della città». Ora si apre un tempo di discernimento per la Chiesa di Como, per cogliere il valore dell’esempio di don Roberto, che aveva un’unica bussola: il Vangelo.
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