La Francia «paga» i conti del passato: le ex colonie potranno riavere i beni artistici razziati
di Daniele Zappalà, Parigi
La «memoria» delle responsabilità e dei misfatti francesi nelle ex colonie è una priorità per il presidente Macron. Una legge faciliterà la restituzione di ciò che nei secoli è stato rubato oltremare

La «memoria» delle responsabilità e dei misfatti francesi nelle ex colonie. Una priorità per il presidente francese Emmanuel Macron che, a meno di un anno dalla fine del mandato, assicura di voler onorare le promesse formulate per ricucire le ferite simboliche rimaste in particolare fra Francia ed Africa: memoria dolorosa di sfruttamenti, umiliazioni e talora massacri. Una legge appena varata in Parlamento vuole facilitare la restituzione di beni artistici e culturali oggi inclusi nelle collezioni pubbliche dei musei francesi, ma ottenuti con atti di “razzia” nelle ex colonie. Con questa legge, Parigi riconosce di fatto che parte del proprio patrimonio è stata acquisita in modo illecito.
Normalmente, i beni iscritti negli inventari pubblici transalpini sono considerati ufficialmente «inalienabili». Ma la nuova legge permetterà delle eccezioni a questo principio, anche senza passare ogni volta per un voto parlamentare. In teoria, per innescare una nuova restituzione al Paese “razziato” richiedente, basterà un decreto governativo. In quest’ambito, esiste già una convenzione internazionale, stilata sotto l’egida dell’Unesco, ratificata dalla Francia. Ma il testo aveva effetto solo per il periodo successivo al 1972. Adesso, sarà inclusa l’epoca a partire dal 1815: una scelta cronologica restrittiva, dato che il colonialismo francese iniziò nella prima metà del Cinquecento.
Ora il nuovo quadro normativo adottato in Francia prevede il contributo obbligatorio di un comitato scientifico bilaterale e di una commissione nazionale attiva in modo permanente. Inoltre, il governo dovrà informare il Parlamento su ciascuna richiesta di restituzione proveniente dagli ex Paesi colonizzati. Ma, contrariamente a quanto era previsto in una versione provvisoria del testo di legge, il Parlamento non potrà opporre veti alla restituzione eventualmente decisa dall’esecutivo. Fra l’altro, la nuova legge chiede ai musei di certificare le origini delle proprie collezioni. Il varo delle nuove disposizioni giunge, appena prima di una lunga trasferta di Macron in Egitto, Kenya ed Etiopia.
Intanto, dopo mesi di turbolenze con l’Algeria, Macron ha pure deciso di far tornare ad Algeri l’ambasciatore francese. Un gesto di disgelo legato anche al tentativo di propiziare un esito favorevole per il caso del giornalista sportivo Christophe Gleize, attualmente imprigionato in Algeria dopo una condanna a 7 anni di carcere per «apologia del terrorismo».
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