Il Papa nomina vescovo Renzo Pegoraro, presidente dell'Accademia per la vita

Al presidente della Pontificia Accademia per la vita va la sede titolare di Gabi e il titolo di arcivescovo. In un messaggio la gratitudine di Pegoraro
March 25, 2026
Il vescovo eletto Renzo Pegoraro
Il vescovo eletto Renzo Pegoraro / DIOCESI DI PADOVA
La Santa Sede ha annunciato oggi la nomina episcopale di monsignor Renzo Pegoraro, presbitero della diocesi di Padova e presidente della Pontificia Accademia per la vita. Nominandolo vescovo Leone XIV gli assegna la sede titolare di Gabi e gli conferisce anche il titolo personale di arcivescovo. La comunicazione è stata diffusa a mezzogiorno dalla Sala stampa vaticana e, in contemporanea, a Padova e nella sede dell’Accademia. Il nuovo vescovo eletto, nato a Padova nel 1959, è medico e teologo morale. Laureato in Medicina e Chirurgia, è stato ordinato presbitero nel 1989 e ha successivamente conseguito la Licenza in Teologia morale alla Gregoriana e il diploma di perfezionamento in Bioetica alla Cattolica. Nel suo percorso accademico e scientifico ha ricoperto ruoli di responsabilità in ambito etico e bioetico, tra Padova e Roma, fino al servizio in Vaticano iniziato nel 2011 come cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita. Dal 2025 ne è presidente. Accanto agli incarichi istituzionali, Pegoraro ha mantenuto un legame vivo con la diocesi di origine, offrendo negli anni un servizio festivo in diverse comunità parrocchiali del territorio, dalle periferie della città ai paesi della provincia.
Alla notizia della nomina, Pegoraro ha diffuso un messaggio personale nel quale esprime «sorpresa e gratitudine al Signore» per questo nuovo passo della sua vita sacerdotale, ringraziando il Papa «per la fiducia» e per «l’attenzione premurosa» mostrata nei suoi confronti. Richiamando il Vangelo di Giovanni, ha ricordato le parole che hanno accompagnato il suo cammino fin dagli anni della formazione: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Parole che, scrive, lo hanno guidato sia nella città in cui è diventato medico e prete, sia nel servizio alla Santa Sede, rivelandosi «lampada sui miei passi, luce sul mio cammino». Avvicinandosi al nuovo ministero, Pegoraro sottolinea come avverta «ancora più urgente la responsabilità di testimoniare quanto la fede cristiana significhi amore per la vita, per la sua cura e per la sua piena realizzazione». Una responsabilità che sente legata soprattutto alle fragilità del tempo presente e all’impegno per i più vulnerabili.
Il vescovo eletto cita anche un passaggio del magistero recente di Leone XIV, parlando della diffusa «mancanza di fiducia nella vita» che attraversa la società contemporanea e del «coraggio di vivere e di generare vita» come esigenza urgente per il cammino della Chiesa e dell’umanità. Un orientamento, afferma, che desidera fare proprio perché accompagni il suo servizio episcopale. Nel concludere il suo messaggio, Pegoraro ringrazia quanti lo hanno sostenuto nel lavoro degli anni recenti e rinnova il suo impegno «al servizio del Vangelo, della Chiesa e di ogni uomo e donna, specialmente i più fragili», affidando a questo orizzonte la missione che si apre davanti a lui.
Monsignor Pegoraro è una firma nota e cara ai lettori di Avvenire e in particolare delle pagine settimanali di "è vita" avendo a lungo curato una apprezzatissima rubrica - "BioLingua" - sulle parole e i concetti della bioetica, conquistandosi l'attenzione di chi ne ha apprezzato la chiarezza del pensiero, la precisione dei riferimenti magisteriali e scientifici e il tono diretto e colloquiale. Un vero amico di Avvenire, al quale siamo felici di poter rivolgere il nostro grato pensiero augurale.   

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