giovedì 24 settembre 2015
Niente pranzi o cene di gala per il Papa nella capitale americana. Durante il suo soggiorno Francesco ha preferito mangiare in privato, oppure, come oggi, sedersi a tavola con chi non ha nulla. Dopo aver parlato al Congresso, il Papa si unirà a circa 300 persone, fra volontari e senzatetto, nei locali che la Caritas diocesana ha aperto a due passi dalla Casa Bianca e dal Campidoglio, dietro la chiesa di Saint Patrick, proprio di fronte al museo delle cere di Madame Tussaud. «È naturale che il Santo Padre abbia voluto fare una visita alle persone ai margini», spiega monsignor John Enzler, direttore della Caritas di Washington, che d’estate serve i pasti sotto una tenda, in mezzo al flusso di turisti e di impiegati degli uffici governativi. Non tutti i senzatetto che il Papa benedirà sono cattolici, ma tutti hanno sentito parlare del Papa che annuncia l’inclusione e il servizio e sono ansiosi di vederlo. «È incredibile che si voglia unire a noi – dice Alejandro Ramirez, un immigrato arrivato dall’Honduras quest’estate, senza documenti – ma questo ci fa sentire che valiamo qualcosa». Proprio per dare un risvolto concreto alla visita del Papa, in occasione del viaggio apostolico di Francesco negli Stati Uniti, l’arcidiocesi di Washington e la Caritas locale hanno lanciato l’iniziativa Walk with Francis (Cammina con Francesco) invitando i cittadini della capitale, cattolici e non, a impegnarsi in un’attività di servizio nel corso dell’anno per seguire l’esempio del Papa. Già 100mila persone hanno promesso il loro impegno.Il loro aiuto è più che mai necessario, perché nell’area metropolitana di Washington centinaia di migliaia di persone non sanno da dove verrà il loro prossimo pasto. La Caritas ogni anno fornisce cinque milioni e mezzo di pranzi e gestisce una trentina di strutture che offrono ospitalità oltre che assistenza legale, cure mediche e dentali e formazione professionale. Un lavoro che non fa che crescere di anno in anno. Quando il cardinale James Hickey divenne arcivescovo di Washington, nel 1980, la prima cosa che notò era la presenza di decine di senzatetto accampati dietro la Cattedrale di San Matteo. Per sua iniziativa, negli anni seguenti, le Catholic charities concentrarono le loro risorse nell’apertura di rifugi e case di accoglienza per le persone più vulnerabili arrivando nel 1993 ad accogliere 940 persone per notte. Oggi il numero supera i duemila e nelle giornate più fredde dell’anno molti rifugi rimangono aperti 24 ore. Lo scorso anno, la Caritas, in collaborazione con le strutture governative, ha trovato un alloggio a lungo termine a più di 750 uomini e donne. Inoltre dai locali che il Papa visiterà parte ogni giorno anche un camion che consegna pasti, coperte e cappotti per le strade della capitale. «Ma non è mai abbastanza – conclude monsignor Enzler – per questo speriamo che il Papa tocchi la coscienza di molti e li spinga a fare di più».
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