martedì 17 settembre 2019
La richiesta è stata formulata dal promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano per un sacerdote e per l'allora rettore con l'accusa di favoreggiamento. I reati sono precedenti al 2012
L'esterno della Basilica di san Pietro (Ansa)

L'esterno della Basilica di san Pietro (Ansa)

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Il promotore di giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano, con provvedimenti datati 16 e 17 settembre, ha chiesto il rinvio a giudizio rispettivamente di don Gabriele Martinelli, con l’accusa di abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2012, e di don Enrico Radice, rettore del Preseminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.

Questa la notizia stringata ma eclatante diffusa nel tardo pomeriggio dalla Sala stampa vaticana. Al centro, appunto, il Preseminario San Pio X, istituzione di orientamento vocazionale voluta da Pio XII nel 1956 e affidata a don Giovanni Folci, un sacerdote della diocesi di Como che aveva fondato un’opera per il servizio alle vocazioni. Il Preseminario, situato all’interno delle mura vaticane, ospita ragazzi della scuola media e del ginnasio-liceo che vogliono riflettere sul loro futuro e su una possibile chiamata alla vita sacerdotale, frequentando durante il giorno la scuola parificata Sant’Apollinare a Roma. Ma compito prestigioso degli alunni è anche quello di prestare servizio liturgico come ministranti nella Basilica di San Pietro. La gestione del Preseminario è quindi affidata all’Opera Don Folci e alla diocesi di Como.

Don Radice è sacerdote della diocesi lariana ed è stato per 12 anni rettore del Preseminario, oggi guidato da don Angelo Magistrelli, superiore dei sacerdoti dell’Opera Don Folci. Don Gabriele Martinelli, 28 anni, nato a Chiavenna, è stato ordinato in diocesi di Como il 10 giugno 2017. Ha frequentato da alunno il Preseminario San Pio X ed è accusato di aver abusato sessualmente di altri alunni poco più giovani di lui.

Il comunicato vaticano spiega che le indagini «erano state avviate nel novembre del 2017 a seguito di notizie divulgate da organi di stampa». A far esplodere il caso furono in particolare il libro Peccato originale del giornalista Gianluigi Nuzzi uscito nel 2017 e i servizi che poi seguirono delle trasmissioni televisive Le Iene e Quarto Grado. Il saggio di Nuzzi raccontava la storia di un ex alunno del San Pio X, il polacco Kamil Jarzembowski, entrato nel settembre del 2009 e che dall’estate del 2014 aveva denunciato alle autorità ecclesiastiche abusi su un suo compagno di stanza di cui era stato testimone oculare. Altri due ex alunni si fecero poi avanti con accuse simili.

«Nonostante i fatti denunciati – spiega ancora la nota vaticana – risalgano ad anni in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Santo Padre del 29 luglio scorso, che ha rimosso la causa di improcedibilità».

La diocesi di Como, il 20 novembre 2017, aveva emesso un comunicato: «Riguardo alle ultime informazioni che stanno circolando in merito alla vicenda dell’ex allievo del Preseminario San Pio X, ordinato sacerdote in diocesi di Como, si precisa quanto segue: i presunti fatti denunciati a mezzo lettera nel 2013, in seguito agli accertamenti conclusi nel 2014 da parte di tutte le competenti sedi ecclesiastiche, erano stati ritenuti infondati e tutte le valutazioni sulla personalità del seminarista erano risultate positive. Tra la documentazione prodotta non risultava alcun parere negativo da parte delle persone a conoscenza della vicenda». Oggi però è arrivata la svolta con la richiesta di rinvio a giudizio.

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