martedì 23 giugno 2009
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Al Pdl riesce il colpaccio. In­sieme sfratta la sinistra dalla Provincia di Venezia: Francesca Zaccariotto succede a Davide Zoggia, lei leghista, lui del Pd. Non gli riesce vincere, però, dove avrebbe voluto con più forza: in Comu­ne a Padova, ri­tenuta dallo stesso Pdl la ca­pitale politica del Veneto. Qui il sindaco del Pd, Flavio Zanonato, succede a se stesso. Lega e Pdl avevano messo in conto di strappare alla sinistra anche le Province di Belluno e di Rovigo. Ci sono riusciti solo ai pie­di delle Dolomiti. « Venezia? È ormai l’ex piazza ros­sa » ha commentato Umberto Bos­si, che già in campagna elettorale per la Zaccariotto, attuale sindaco di San Donà di Piave, aveva anti­cipato questa espressione. Zacca­riotto, sostenuta da Pdl, Lega è di poco sopra il 51% a scrutinio qua­si ultimato. Zoggia, presidente u­scente, sostenuto dal centrosini­stra, si è fermato sotto il 49%, pur recuperando parecchi voti sul pri­mo turno. La differenza, dicono in casa Udc, l’abbiamo fatta noi. La preferenza è andata all’esponen­te leghista, anche se Zaccariotto non aveva accettato l’apparenta­mento. Amara sorpresa, invece, il risultato elettorale di Padova per il Pdl. Si aspettava che Marco Ma­rin, l’ex olimpionico, superasse abbondantemente il 50%, invece si è fermato di due punti sotto l’a­sticella. Zanonato l’ha superata di una mi­sura quasi analoga. « I padovani vogliono dare continuità all’am­ministrazione, questo è il ricono­scimento di un lavoro ben fatto » ha commentato Zanonato. « Ho sempre proposto un programma ben chiaro per la città – ha ag­giunto – mentre Marin ha ripetu­to sempre gli stessi slogan impa­rati a memoria. Voglio essere il sin­daco di tutti i padovani, l’ho sem­pre detto, è una vittoria che ab­biamo raggiunto insieme » . « Se si conferma il dato – ha concluso – prendo più voti di scarto del primo turno ( 45,7% contro 44,9%), ed è u­na soddisfazio­ne » . Zanonato ha comunque confessato che già negli ultimi giorni di campagna elettorale a­veva cominciato a realizzare che ce l’avrebbe fatta, nonostante – ha puntualizzato – il massiccio inter­vento di ministri. Sorpresa, inve­ce, a Rovigo. Al ballottaggio per le provinciali di Rovigo il candidato presidente del centrosinistra, Ti- ziana Michela Virgili, ha vinto con una percentuale ( non definitiva) superiore al 51% e quello del cen­trodestra, Antonello Contiero, si è fermato di poco al di sopra del 48%. La sorpresa è dovuta al fatto che Lega e Pdl si erano convinti di sottrarre il Polesine alle sinistre. Ed erano riusciti, in parte, a con­vincere anche il Pd, che invece e­ra sicuro di battere la Lega ed il Pdl sulle Dolomiti. Giampaolo Botta­cin, capogruppo regionale del Carroccio, sospinto da Bossi a can­didarsi, si è affermato con il 51%, mandando a casa Sergio Reolon del centrosinistra, presidente u­scente. «Questo secondo turno, con l’eccezione di Padova capo­luogo, prosegue con l’avanzata complessiva del centrodestra e, al­l’interno dell’alleanza, sottolinea il successo dei tanti candidati le­ghisti, segno di una regione sem­pre più verde » , sottolinea il mini­stro veneto Luca Zaia. Il Carroccio con Zaccariotto strappa la presidenza a Zoggia Rovigo al centrosinistra, Belluno al centrodestra.
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