lunedì 17 luglio 2023
Nell'accordo previsto il rimpatrio dei soli tunisini e nessuna zona Sar di competenza del Paese nordafricano. Ma il governo rivendica l'intesa come un successo
Firmato il Memorandum Ue con la Tunisia, ma sui flussi restano criticità

ANSA

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Nonostante l’imprevedibilità del presidente tunisino Kais Saied e le molte perplessità sulla gestione dei flussi che suscita il recente accordo, la nuova missione del tridente europeo Meloni-Von der Leyen-Rutte ha portato i frutti sperati dai protagonisti, con la firma del Memorandum d’intesa tra l’Ue e il Paese nordafricano. Lo schema del documento - che la premier ha già rivendicato come un inedito «modello di partenariato» per il Maghreb e l’Africa tutta - segue quello della dichiarazione congiunta siglata lo scorso 11 giugno, dopo la quale si attendeva la firma di Saied entro la fine del mese scorso. C’è voluto un po’ più del previsto, ma alla fine l’intesa ha soddisfatto tutti gli attori in campo, anche se restano forti dubbi sulla tutela dei diritti umani di chi sceglie la traversata del Mediterraneo per raggiungere l’Europa.
I cinque pilastri del Memorandum - assistenza macrofinanziaria, relazioni economiche, cooperazione energetica, migrazione, contatti tra le persone - ricalcano la strategia della Commissione per accordi a tutto tondo, che accompagnino alla cooperazione sul contrasto ai trafficanti una forte accelerazione nei rapporti economici e nelle politiche di approvvigionamento di energia sostenibile. Anche per questo, ha ribadito la presidente della Commissione, si tratta di «un investimento nella nostra prosperità condivisa, nella stabilità e nelle generazioni future». Ovviamente il capo dell’esecutivo, che considera il patto siglato ieri una sua creatura, ha salutato «con orgoglio» un traguardo giudicato «impensabile fino a qualche mese fa», rinnovando la gratitudine italiana nei confronti della Commissione. Ma sulla gestione delle migrazioni restano diversi nodi da sciogliere. Sebbene a Tunisi verranno consegnate «17 imbarcazioni riequipaggiate e otto nuove», non è infatti prevista una zona di salvataggio e assistenza (Sar) di competenza esclusiva del Paese, il che potrebbe non obbligare la Guardia costiera locale a interventi in caso di emergenza. Senza contare la questione del rispetto dei diritti umani dei migranti, di cui Von der Leyen ha ribadito la necessità, ma che sembra non preoccupare più di tanto Saied. Anzi nella conferenza stampa congiunta di ieri il presidente Tunisino ha attaccato le ong, da cui «arrivano fake news con l’obiettivo di danneggiare la Tunisia e il suo popolo». Ieri poi fonti Ue hanno specificato che l’intesa prevede il rimpatrio in Tunisia solo dei migranti irregolari tunisini e non di quelli di altre nazionalità arrivati nel territorio dell’Unione transitando dal Paese nordafricano. Questo perché, hanno sottolineano le stesse fonti, le autorità locali «hanno espresso chiaramente la volontà di non diventare un Paese che fa da centro di accoglienza per i migranti irregolari che vengono rimpatriati dall’Europa». Senza dubbio il tema sarà oggetto anche della Conferenza internazionale su migrazioni e sviluppo, in programma domenica prossima e, come specificato sempre oggi da Antonio Tajani, «fortemente voluta dal governo». «Il memorandum è un primo passo importante - ha proseguito il segretario di Fi - che non punta solo a ridurre il fenomeno migratorio, ma a favorire la crescita e la stabilità dei Paesi del Nord Africa».
Critici i dem che hanno chiesto di vincolare l’accordo al «ripristino dello stato di diritto, dell'indipendenza della magistratura e della normale dialettica democratica» interna al Paese. Ma anche il M5s si è mostrato preoccupato per il rischio che il patto raggiunto possa alimentare «crimini contro i migranti» come già accaduto per la Turchia.

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