Da sapere. Truffatori in azione, tre trucchi da conoscere per riconoscerli


Giampiero Bernardini mercoledì 13 settembre 2017
Vacanze terminate. Anche per i truffatori che nelle città si sono rimessi subito al lavoro. Lo specchietto rotto e il falso investimento. Attenzione al mercato. Denunciare sempre il fatto.
Sempre meglio denunciare, ad esempio alla polizia locale, le truffe e anche i tentativi (Omnimilano)

Sempre meglio denunciare, ad esempio alla polizia locale, le truffe e anche i tentativi (Omnimilano)

Vacanze terminate. Anche per i truffatori che nelle città si sono rimessi subito al lavoro. I modi per raggirare il prossimo sono tanti, anche per strada o al mercato. Eccone tre registrati in questi giorni a Milano, che è bene tenere a mente, per non cascarci.

La truffa delle specchietto.
È sempre più frequente. Stai guidando a bassa velocità e affianchi un’auto, magari in doppia fila. Senti un colpetto alla fiancata, poi un uomo richiama la tua attenzione. Se vai avanti ti segue e ti chiede di fermarti. Spesso si presenta come una persona gentile. Ti fa vedere il suo specchietto di sinistra sbrecciato, poi ti invita a guardare il tuo, quello lato passeggero, dove immancabilmente trovi una bella strisciata scura. «Mi ha urtato, mi ha rotto lo specchietto», spiega.

Poi fa la mossa di tirare fuori i fogli per la constatazione amichevole. Tu pensi subito al bonus malus dell’assicurazione, intanto ti senti a disagio per avere provocato un incidente. E magari hai fretta, stai andando al lavoro o a un appuntamento. Attimi di sconcerto, il truffatore affonda il coltello: «Beh, il danno non è enorme, 120-130 euro più o meno. Facciamo una cosa: me ne dà 100 e siamo pari». Magari in tasca ne hai 60 o 70 e tratti. Ci caschi. Paghi. Ma c’è un modo per smascherare la volpe. Basta dire: «Non ho ben capito come sia accaduto. Chiamiamo la polizia municipale per l’accertamento del sinistro». A questo punto, come per magia, il truffatore, con una scusa se va. Anche lui ha un appuntamento o è in ritardo sul lavoro. Cento euro risparmiati. Ma non dimenticare mai di segnarti la targa, meglio ancora di fare una foto col telefonino.

L’urto accidentale al mercato
Questo è un classico. Eppure pare funzionare sempre. La signora, quasi sempre anziana, sta facendo la spesa. È distratta, guarda le bancarelle. Ha la borsa e del denaro, ovvio. Due o tre persone la urtano, le sporcano un po’ il vestito con del cibo o una bevanda, acqua o aranciata, va bene tutto. Grandi scuse, poi l’aiutano, si fa per dire, a ripulire il vestito. Intanto uno provvede a ripulire la malcapitata del denaro in borsa. Quando se ne accorgerà sarà troppo tardi. Meglio quindi non tenere il contante in borsa, a meno che non sia facilmente raggiungibile, ad esempio in una tasca interna ben chiusa con la cerniera. E non dare troppa confidenza a persone un po' troppo gentili e appiccicose.

La retromarcia con investimento del pedone
Questa è una truffa facilitata dalle pene più severe previste da qualche tempo per i pirati della strada. E potrebbe diventare più frequente. L’automobilista fa retromarcia, al parcheggio, guarda bene allo specchietto e dietro non ha nessuno, ma una persona urla per il dolore. Scende e trova un uomo che afferma di essere stato investito. A questo punto può scattare la richiesta di denaro per soprassedere. Oppure la volpe «investita» dice che non è successo nulla e l’automobilista, tranquillo, se ne va. Invece rischia di essere denunciato come pirata dalla strada. La falsa vittima potrà procurarsi una piccola ferita e dire alla polizia di essere stato investito da un tizio poi fuggito, naturalmente ha preso la targa. Potrebbe magicamente comparire anche un testimone. L’obiettivo è sempre ricavarne denaro, magari promettendo di evitare di procedere con la denuncia.

Denunciare sempre
In quest’ultimo caso, è un consiglio, sarà bene telefonare alla polizia municipale e "autodenunciarsi", raccontando l’episodio dell’investimento e nel dubbio affermare di temere una truffa. Il tutto resterà registrato e potrà evitare guai.
Ma anche negli altri casi è bene sporgere denuncia, anche ne caso che il tentativo di raggiro sia stato sventato. Certo, si perde del tempo, ma è utile. Anche perché le statistiche servono a fare capire la gravità e l’incidenza sociale dei reati, favorendone il contrasto. Ci sono reati sottovalutati perché spesso non denunciati e anche questo aiuta i furbastri. E poi qualche volta anche i gatti e le volpi possono essere incastrati.


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