martedì 21 gennaio 2014
La Commissione europea  minaccia di ricorrere alla Corte di giustizia  per il mancato recepimento della direttiva. La decisione sarà presa domani e prospetta una multa da oltre 150mila euro al giorno.
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La Commissione europea intende deferire l'Italia alla Corte di giustizia Ue per il mancatorecepimento della direttiva che regolamenta lo svolgimento di test scientifici sugli animali. La decisione sarà presa domani e prospetta una multa da oltre 150mila euro al giorno. La sanzione, secondo la proposta messa a punto dai servizi del commissario Ue all'ambiente Janez Potocnik, dovrebbe scattare dal momento della condanna dell'Italia da parte della Corte. Lo scorso giugno l'esecutivo comunitario aveva già lanciato un primo avvertimento alle autorità italiane emettendo un cosiddetto 'parare motivato', ultimo stadio della procedura d'infrazione prima del deferimento alla Corte.Il nostro Paese, secondo le informazioni raccolte a Bruxelles, è rimasto oggi l'unico tra i partner Ue a non aver ancora recepito la direttiva numero 63 approvata nel settembredel 2010, una norma sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici adottata dall'Unione dopo un iter durato anni. La data limite per la sua introduzione nel diritto nazionale era fissata per il novembre del 2012, mentre il primo gennaio 2013 è scaduto il termine ultimo per la sua applicazione.In realtà, il testo del decreto legislativo destinato a recepire la direttiva europea, dopo essere passato dalla Camera, è ora fermo al Senato e tutto il suo iter è stato finora condizionato dallo scontro apertosi tra chi, con in testa Michela Brambilla,  ritiene insufficienti le tutele previste per gli animali e chi sottolinea la necessità di poter utilizzare delle cavie per testare farmaci e altri prodotti potenzialmente pericolosi per la salute umana.
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