mercoledì 29 maggio 2024
L'intervista al sovrintendente uscente. «Sono amico del mio successore Ortombina. La coabitazione fra noi due? Senza problemi. Lo aiuterò. Un ministro mi manda in pensione. Serve stabilità al teatro»
Il sovrintendente del teatro alla Scala, Dominique Meyer

Il sovrintendente del teatro alla Scala, Dominique Meyer - Fotogramma

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Sarà una coabitazione «senza problemi» fra i due sovrintendenti della Scala. Parola di Dominique Meyer, il timoniere del teatro milanese che fra poco verrà affiancato dal suo successore, Fortunato Ortombina. «Ci siamo parlati più volte. L’ufficio è già pronto. Gli ho consegnato tutti i documenti necessari. Sono a sua disposizione per ogni aiuto o domanda. E anche tutti i miei collaboratori lo saranno», spiega ad Avvenire il manager d’origine alsaziana che ieri ha presentato l’ultima stagione a sua firma. Apertura il 7 dicembre con La forza del destino di Giuseppe Verdi che vedrà sul podio il direttore musicale Riccardo Chailly e nel cast Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Ludovic Tézier con la regia di Leo Muscato.

Il sovrintendente del teatro alla Scala, Dominique Meyer, e il direttore musicale Riccardo Chailly

Il sovrintendente del teatro alla Scala, Dominique Meyer, e il direttore musicale Riccardo Chailly - Fotogramma

Quattordici titoli d’opera; nove balletti; poi i concerti, i recital, gli spettacoli per i ragazzi. «Amareggiato di lasciare? No. Rifiuto la malinconia. Ho diretto l’Opéra di Parigi, l’Opéra di Losanna, il teatro degli Champs-Élysées, la Staatsoper di Vienna e poi ho avuto la fortuna di venire alla Scala. Una persona che ha fatto questo percorso non ha diritto di lamentarsi». Quindi il riferimento al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “padre” della norma che stabilisce il limite dei 70 anni per le guide dei teatri lirici. Età che Meyer compirà ad agosto 2025. «A un certo punto un ministro ha deciso di mandarmi in pensione dalla Scala: va bene… Ma la vita va avanti. Tra poco annuncerò che cosa farò e come aiuterò un’altra istituzione. In Italia verrò per i concorsi musicali».

Lei è arrivato a Milano nel 2020. Il suo contratto scade a febbraio. Darà l’addio alla Scala nell’estate del prossimo anno?

Mi è stata ventilata questa proposta ma ci sono ancora discussioni con lo Stato. Mi hanno fatto aspettare due anni e mezzo per sapere se sarei stato prorogato o no. Possono aspettare qualche mese per avere una risposta.

Sulla Scala incombe il peso della politica? Che cosa dice al suo successore?

Sono molto felice che sia stato scelto Ortombina. Lo conosco da anni e siamo legati da una bella amicizia. Gli auguro di lavorare con un po’ di pace, senza pressioni esterne. A ogni sovrintendente vanno lasciate la possibilità e la libertà di decidere. È molto difficile andare avanti quando ci sono certe interferenze.

Com’è il Piermarini che consegna al nuovo sovrintendente?

È una Scala modernizzata e preparata alle sfide del futuro. Con i conti in ordine. L’ultimo bilancio si è chiuso con 8,7 milioni di utili. Per ogni spettacolo i posti in sala sono occupati al 90%. Un terzo del pubblico ha meno di 35 anni. Aggiungo alcune novità: gli spettatori avranno presto un tablet per i sottotitoli delle opere in cinque lingue; e nei palchi ci saranno nuovi e più comodi sgabelli per chi è dietro.

La presentazione della nuova stagione del teatro alla Scala di Milano

La presentazione della nuova stagione del teatro alla Scala di Milano - Fotogramma

Il momento più difficile?

I mesi del Covid. Ma mi ha permesso di conoscere a fondo il teatro. Quando si parla della Scala, si pensa sempre all’edificio, ma essa è prima di tutto una “famiglia” di 900 persone.

Che cosa avrebbe voluto fare e non ha fatto?

Ho varato un progetto che ha richiesto anni ma del quale non vedrò la fine. È la Tetralogia di Wagner: le quattro opere dell’Anello del Nibelungo e poi i due cicli completi nel 2026. Quando andrà in scena la fase conclusiva, non ci sarò. È come avere una moglie in attesa di un figlio e già sapere di non esserci al momento del parto. Qualcuno ha detto che c’è stato poco Wagner in questi anni. Però ci vuole tempo per programmarlo e proporlo a dovere. La politica non lo capisce. Serve stabilità per lavorare bene.

Nella nuova stagione torna Norma di Bellini.

Non si può vivere con la paura del fantasma di Maria Callas. E non si tratta di avere coraggio. È compito di un teatro come questo mettere in cartellone i principali titoli.

Che cosa ascolterà il pubblico nei prossimi mesi?

Anzitutto grandi direttori. Oltre a Chailly, entreranno alla Scala le bacchetti più note: Riccardo Muti con la Wiener Philharmoniker; Kirill Petrenko; Daniele Gatti; Fabio Luisi; Christian Thielemann che dirigerà tutto il Ring.


«La forza del destino» di Verdi apre la nuova stagione. Il congedo del direttore del corpo di ballo


Ultima stagione firmata da Dominique Meyer al teatro alla Scala di Milano. L'apertura il 7 dicembre con La forza del destino di Giuseppe Verdi che torna ad inaugurare la stagione dopo 59 anni. Sul podio il direttore musicale Riccardo Chailly, con la regia di Leo Muscato e un cast con star come Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Ludovic Tézier. Torna, dopo 47 anni, in cartellone Norma diretta da Fabio Luisi, opera "tabù" per la memoria della interpretazione di Maria Callas. Tornerà Falstaff, diretto da Daniele Gatti, nell'allestimento vintage di Strehler, proseguirà il Ring di Wagner con Die Walküre e Siegfried dirette da Christian Thielemann, poi Eugenij Onegin con la regia di Mario Martone, la ripresa di Tosca diretta da Michele Gamba. Rarità è L'opera seria di Florian Leopold Gassmann, insegnante di Salieri, il trittico di Kurt Weil diretto da Chailly, Cenerentola e Rigoletto e ancora La fille du régiment con Juan Diego Florez, Così fan tutte con la regia di Carsen. Poi ci sono due nuove opere nel cartellone. Il teatro accoglierà la prima mondiale de Il nome della rosa tratta dal romanzo di Umberto Eco e musicata da Francesco Filidei che, come accadeva nell’Ottocento, avrà due versioni: una in italiano che esordirà al Piermarini fra aprile e maggio prossimi; e una in francese per l’Opéra di Parigi. L’altra novità assoluta è Anna A., opera per adolescenti voluta dalla Scala e composta da Silvia Colasanti. Debutterà nel settembre 2025 e si inserirà sulla scia de Il piccolo principe, l’opera per bambini commissionata dal teatro milanese che ha avuto 60 repliche con 2mila spettatori a volta. La stagione del balletto si aprirà invece con Lo schiaccianoci.

La presentazione della nuova stagione del teatro alla Scala di Milano

La presentazione della nuova stagione del teatro alla Scala di Milano - Fotogramma

La fine dell’era Meyer si porta dietro altri addii alla Scala. Ancora non è stata decisa la sostituzione del direttore musicale: Daniele Gatti viene indicato come successore di Riccardo Chailly che però non ha una deadline ufficiale. Invece chi ha già annunciato il suo congedo è il direttore del corpo di ballo, il francese Manuel Legris, che ha sempre affiancato Meyer. «Questa è la mia ultima stagione», ha detto ieri alla presentazione del cartellone, nonostante il suo contratto scada nel novembre 2025. I nomi che circolano come possibile successore sono quelli di Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato.




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