mercoledì 28 aprile 2021
Il centrodestra isola Meloni, esito scontato per le 3 mozioni contro il ministro della Salute. Che si difende: «Più uniti che mai contro il virus». Lega-Fi e Iv rilanciano su commissione d'inchiesta
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, seduto ai banchi del governo a Palazzo Madama.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, seduto ai banchi del governo a Palazzo Madama. - LaPresse

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Esce dalla porta e rientra dalla finestra il tentativo di fare di Roberto Speranza il capro espiatorio delle falle nella gestione della pandemia, ma soprattutto un elemento del braccio di ferro tra la Lega e Fratelli d’Italia, che si contendono il primato della leadership del centrodestra. Così la Lega di Matteo Salvini vota con il resto della maggioranza (insieme a Fi) contro la mozione di sfiducia al ministro della Sanità presentata al Senato dal partito di Giorgia Meloni. E subito annuncia l’intenzione di chiedere una commissione di inchiesta sul lavoro svolto per combattere il Covid nel nostro Paese. Iniziativa che gli consente di riallinearsi a Fdi, abbracciata anche da Italia Viva, che nel pomeriggio già deposita un suo ddl a prima firma Davide Faraone.
Insomma, Palazzo Madama respinge le tre mozioni (quella di Fdi con 221 voti contrari, 29 a favore e 3 astenuti, le altre due erano firmate dagli ex 5s Crucioli e Paragone). Il ministro ringrazia «tutti per il sostegno di queste ore. Continuerò a lavorare "con disciplina ed onore" a tutela del diritto alla salute e a difesa del Servizio Sanitario Nazionale». Speranza arringa i senatori ripercorrendo i tragici eventi senza precedenti, che hanno costretto l’esecutivo giallo-rosso a muoversi su un terreno sconosciuto. Oggi, con maggiori elementi, Speranza stigmatizza che si «sfrutti l’angoscia degli italiani» per campagne politiche. «Il nemico è il virus», spiega, «e dovremmo essere uniti nel combatterlo», senza strumentalizzazioni.
La Lega si mostra fedele all’esecutivo e preferisce mollare Meloni. «Noi diamo fiducia a Draghi perché siamo leali nei suoi confronti e nei confronti della maggioranza che lo sostiene. Sulla sua persona – dice, rivolto a Speranza, il capogruppo Massimiliano Romeo – ci dimostri, visto che abbiamo intenzione di ascoltarla, di ascoltare anche noi e cominci a capire che bisogna cambiare». Salvini, comunque, aveva già rassicurato il premier la sera prima, sia sulla mozione che con il compromesso sul coprifuoco. Ma per non perdere la leadership del treno di centrodestra, il Carroccio preferisce rilanciare con la commissione di inchiesta, spuntando le armi a Meloni.
«Bocciata la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia al ministro Speranza. Tutti i partiti della maggioranza hanno deciso così di sostenere le scelte della gestione opaca e fallimentare della pandemia. Chissà se gli italiani la pensano allo stesso modo», scrive su Facebook Giorgia Meloni.
Ma per gli alleati del Pd e di M5s Speranza non ha nulla da temere neppure dalla commissione. Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, condivide le parole del ministro sul nemico comune contro cui combattere: «Penso che tutti dovrebbero sottoscrivere queste parole del ministro Speranza mettendo da parte convenienze politiche e interessi di partito. L’abbiamo detto più volte, in questo momento così difficile servono coesione e responsabilità, così si dà forza all’azione ed alla credibilità del governo». Stefano Patuanelli, ministro pentastellato delle Politiche agricole parla di «fine del teatrino». E il vicecapogruppo 5 stelle Gianlunca Ferrara, rincara: «Teatrino avvilente».

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