martedì 22 settembre 2009
A sorpresa, parere favorevole di tutti i componenti dei gruppi parlamentari della Commissione igiene e sanità di Palazzo Madama sulla pillola abortiva. L'indagine, al via già dal fine settimana, durerà 70 giorni. VAI ALLO SPECIALE ??
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Via libera all’unanimità dei gruppi parlamentari nell’ufficio di presidenza della commissione Sanità del Senato all’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486, di cui il 30 luglio l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la commercializzazione. Relatori dell’indagine saranno Raffaele Calabrò (Pdl) e Dorina Bianchi (Pd). Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ringrazia i componenti della commissione per la decisione. L’iniziativa partita dal Parlamento, specifica, punta «a chiarire i lati oscuri della Ru486 e i suoi margini di compatibilità con la legge 194» che impone che gli aborti avvengano nelle strutture pubbliche. Circostanza, non sempre verificatasi, come provato dalla recente inchiesta di Tempi.Dunque per la Roccella «nulla di pretestuoso nel voler far chiarezza su un farmaco che in Europa ha causato numerose morti», e nel verificare che la Ru486 non sia utilizzata come strumento «per scardinare» la 194 e «le garanzie che offre alle donne». A questo punto è probabile che la delibera dell’Aifa con la specifica del protocollo di utilizzo della pillola, prevista per fine settembre, sia posticipata a fine novembre. «È opportuno», mette in evidenza infatti il presidente della commissione Sanità, Antonio Tomassini (Pdl), che l’agenzia prosegua l’istruttoria, ma senza «giungere alle determinazioni finali prima della conclusione dell’indagine» che durerà circa 70 giorni.Tra gli obiettivi dell’iniziativa parlamentare «sobria e tecnico-scientifica», riferisce il senatore pidiellino, l’impostazione dell’utilizzo della Ru486 nei termini decisi dall’Aifa, che subordinò la commercializzazione «al rigoroso rispetto» della 194. Domani già la prima audizione, con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. A ruota seguiranno il direttore generale e il presidente del consiglio di amministrazione dell’Aifa, Guido Rasi e Sergio Pecorelli. Si terrà conto anche delle audizioni della commissione Affari sociali della Camera nella scorsa legislatura. L’Aifa, in un comunicato, pur nell’ambito della sua competenza tecnica, si dice «pronta a fornire tutti i necessari chiarimenti» dell’ottemperanza «alla metodologia regolatoria» che ha seguito per arrivare all’autorizzazione. Esprime «particolare soddisfazione», il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, rimarcando la decisione unanime e il fatto che i relatori dell’indagine sono uno del Pdl e uno del Pd: un «chiaro segnale» che in Parlamento «si può lavorare insieme nell’interesse comune». «Bizzarro il modo in cui questa indagine è stata proposta dal centrodestra», ribatte un po’ spiazzata la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ritenendo «strumentale, pretestuoso e poco serio che il governo abbia bisogno di un’indagine parlamentare per emanare le sue linee guida». «Si chiarisca prima con i suoi senatori: l’indagine è stata proposta dal Parlamento, non dal governo», controreplica Gasparri notando che «sarebbe un bene» se il governo tenesse conto dell’indagine.Ma nel Pd un’altra ex diessina alza la voce contro la Bianchi. «La sua è una posizione del tutto personale, non condivisa dalla grande maggioranza del gruppo Pd al Senato e in commissione Sanità», attacca Vittoria Franco. «Stupisce la rincorsa alla distinzione», replica Claudio Gustavino, senatore pd in comissione Sanità, perché la Bianchi ha ribadito una linea «condivisa» nella riunione del Pd in commissione la settimana scorsa.
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