venerdì 9 febbraio 2018
Aumenti, mobilità e la tutela dalle interferenze del web. Dimezzati i fondi per il merito: la metà a pioggia. Rinviato il codice etico voluto dalla ministra Fedeli
Firmato nuovo contratto nazionale dopo nove anni: 85 euro in più

Dopo nove anni arriva la firma del contratto della scuola per un milione di addetti ai lavori: docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). Un contratto che comprende gli addetti dell'università e della ricerca. Per questo rinnovo il fronte sindacale si è spaccato in due: hanno sottoscritto l'accordo in tre: Doc Cgil, Cisl e Uil scuola. Fuori dall'intesa Snals e Gilda.

L'aumento medio sullo stipendio sarà di 85 euro lordi mensili da suddividere in tre annualità e saranno in parte ridefiniti i carichi di lavoro di docenti e Ata. L'accordo è arrivato dopo una lunghissima notte di trattative. I fondi del merito non saranno più distribuiti dai dirigenti scolastici ma saranno in parte contrattati a livello di istituzione scolastica e in parte andranno a finire nello stipendio tabellare.

Tra le novità di rilievo - informa una nota congiunta dei sindacati - il diritto alla disconnessione a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.

"Firmato il nuovo #contratto della conoscenza, dalla scuola, alla ricerca, all'università, agli istituti artistici e musicali. Era giusto e doveroso". Lo fa sapere la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, in un tweet seguito dagli hastag #valeriafedeli, #riforma Pa e un #Paese che cambia. Si tratta dell'accordo per il rinnovo, dopo quasi dieci anni di blocco, del contratto di circa 1,2 milioni di dipendenti del comparto.

La vigenza triennale del contratto 2016-18 si concluderà con l'anno in corso. Per quanto riguarda il personale docente della scuola, i sindacati precisano che "si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l'obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un'identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità".

"Valorizzare chi opera nei settori della conoscenza significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità ai nostri giovani". Così il ministro dell'istruzione Valeria Fedeli riconosce il valore del contratto della scuola siglato stanotte che riguarda 1,2 milioni di dipendenti. "Siamo molto soddisfatti per l'intesa raggiunta che, voglio ricordarlo, arriva dopo otto anni di mancati rinnovi. Avevamo preso un impegno preciso, lo abbiamo mantenuto. Abbiamo lavorato, in questi mesi, riuscendo a garantire aumenti superiori a quelli previsti".


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