martedì 12 aprile 2016

Alla Camera via libera alla sesta lettura della riforma costituzionale con 361 voti a favore, le opposizioni per protesta fuori dall'aula. Ad ottobre il referendum confermativo. Renzi: giornata storica.  

LE SCHEDE
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LO SCENARIO 
Il piano segreto di Renzi per il referendum

 

La riforma è legge, Senato addio

​Via libera definitivo della Camera alle riforme costituzionali. I sì sono 361, 7 i voti contrari e 2 gli astenuti. Era richiesta la maggioranza assoluta dei voti (316), superata abbondantemente dalle forze che sostengono il governo, a cui si sono aggiunti i voti dei verdiniani e dei tosiani. Le forze di opposizione, invece, non hanno partecipato al voto.  La palla passa ora ai cittadini, che dovranno esprimersi attraverso il referendum. Il prossimo autunno - questa la data scelta dal governo - Matteo Renzi si giocherà il suo stesso futuro politico, avendo voluto sin dall'inizio legare a doppio filo il suo destino a quello delle riforme. Il Senato cambia pelle. Il testo predisposto dal governo, con il ministro Maria Elena Boschi in prima fila, è stato presentato l'8 aprile 2014 in commissione Affari costituzioonali del Senato. A mettere la parola fine al lungo iter del provvedimento (approvato oggi in sesta lettura tra Camera e Senato) che ha cambiato 40 articoli della Carta costituzionale sarà comunque il referendum confermativo, previsto per ottobre 2016. La Camera dei deputati sarà l'unica a votare la fiducia al governo, con i suoi 630 deputati eletti a suffragio universale. A Palazzo Madama resta il Senato della Repubblica, ma che sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli regionali (21 sindaci e 74 consiglieri-senatori), più 5 nominati dal presidente della Repubblica. Sull'elezione l'elezione dei futuri senatori porta la novità introdotta su richiesta della minoranza Pd. Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli regionali a indicare quali consiglieri saranno anche senatori Renzi: giornata storica. "Una giornata storica per l'Italia, la politica dimostra di essere credibile e seria. Adesso noi chiederemo il referendum". Così il premier Matteo Renzi aggiungendo che "la politica ha dimostrato che riforma sè stessa e la democrazia vince". "Dopo due anni di lavoro, il Parlamento ha dato il via libera alla riforma costituzionale! Grazie a quelli che ci hanno creduto" scrive su Twitter il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e aggiunge l'hashtag #lavoltabuona.Dopo due anni di lavoro, il Parlamento ha dato il via libera alla riforma costituzionale! Grazie a quelli che ci hanno creduto". Lo scrive su Twitter il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e aggiunge l'hashtag #lavoltabuona.Boldrini: parola ai cittadini. "Con il voto di oggi siamo giunti al termine di un percorso parlamentare lungo e travagliato. Ora la parola passa ai cittadini che, con il referendum del prossimo autunno, esprimeranno la loro opinione sulla riforma della Costituzione". Così la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, in una nota. "Il mio auspicio è che si sviluppi un confronto pacato, sul merito delle decisioni prese. Per questo ritengo che sarà più che mai necessaria un'informazione puntuale sul contenuto del referendum. Che ad esprimere il loro voto siano cittadini consapevoli è nell'interesse sia dei sostenitori che di chi si è opposto. Ma è soprattutto nell'interesse della democrazia italiana".La minoranza Pd: adesso rivedere l'Italicum. Bisogna adesso "riaprire il capitolo della legge elettorale per la Camera. Legge da rivedere nel capitolo su consistenza e modalità di attribuzione del premio di maggioranza, sul nodo dei capolista plurimi a rischio di costituzionalità e su quelli bloccati. D'altronde è in corso una raccolta di firme per i referendum che chiedono di modificare l'Italicum". Lo affermano Roberto Speranza, Gianni Cuperlo e Sergio Lo Giudice, che guidano le tre aree della minoranza Pd, in un documento dopo il voto della riforma costituzionale.

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