Manovra, rivolta Lega sulle pensioni. Meloni: verrà corretta la norma sulla laurea
Il capo dell’esecutivo annuncia la modifica sul riscatto del titolo di studio durante le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo. Retromarcia di FdI sul tetto al contante. Nuova protesta dei sindacati di Polizia: «Per il Governo non siamo una priorità»

Forse è stato il richiamo alle parole incendiarie che Giorgia Meloni riservò a suo tempo alla riforma Fornero, rimbalzate in ogni angolo del web e prontamente rinfacciate dalle opposizioni. Sta di fatto che la premier è tornata sui suoi passi e durante le comunicazioni di ieri in vista del Consiglio Europeo ha chiarito che l’emendamento del Governo alla manovra per introdurre una stretta alle pensioni anticipate «andrà corretto» e che le modifiche sul riscatto della laurea varranno semmai «per il futuro». Non è l’unica marcia indietro della giornata, che ha portato in dote anche il ripensamento di FdI sulla proposta per alzare la soglia ai pagamenti in contante, anche questa ritirata per ovvie ragioni politiche: troppo facile prestare il fianco all’accusa di voler agevolare il nero.
Il dietrofront del capo dell’esecutivo, in realtà, è arrivato solo dopo quello annunciato dalla Lega. Del resto anche Matteo Salvini non è mai stato avaro di critiche nei confronti dell’allora ministra del governo Monti. A farsi interprete del disagio del Carroccio è stato il senatore Claudio Borghi, che ha chiarito di voler «sopprimere» la parte dell’emendamento sulla finestra mobile (il tempo di attesa tra il raggiungimento dei requisiti per la pensione e l’effettivo accesso) per «sostituirla con una clausola di salvaguardia comprensibile». «Non c'è nessunissima intenzione di alzare l'età pensionabile», ha assicurato, e meno che mai di «scippare il riscatto della laurea». Anche perché, ha spiegato, «le voci scritte in Legge di bilancio sono semplici clausole di salvaguardia che qualche tecnico troppo zelante ha inserito per compensare un possibile futuro aumento dei pensionamenti anticipati», dunque «non ci sarà mai alcun aumento delle finestre di uscita». Se poi serviranno altre coperture, ha chiosato, si potrà rimediare con nuovi interventi sull'Iva o sull'Irap per le banche.
Come detto, è caduta anche l’ipotesi di innalzamento del tetto ai pagamenti in contante. Il partito della premier ha infatti deciso di ritirare la proposta di modifica che introduceva un’imposta speciale di bollo di 500 euro sulle transazioni cash per un importo compreso tra 5.001 e 10mila. Di fatto un escamotage che avrebbe fatto lievitare la soglia attuale (5mila euro) fino raddoppiarla.
Gli aggiustamenti stridono un po’ con le dichiarazioni di Meloni in Parlamento su una «manovra seria» fatta da «persone serie». E soprattutto sono divenuti subito oggetto degli attacchi delle opposizioni: «La premier ha annunciato che l'emendamento del Governo sulle pensioni cambierà – ha incalzato il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia –, è l'ennesima, vergognosa conferma che questo Governo è diviso, nel caos. Stavano andando oltre la Fornero e ora sono costretti a tornare indietro perché hanno capito che colpivano i diritti dei più giovani. Vietare quei diritti ai giovani di oggi, che ne hanno paradossale più bisogno, è un gravissimo errore. Siamo al 17 dicembre e non sappiamo ancora quale manovra voteremo». Caustico il leader di Iv Matteo Renzi, che ha parlato di un «incredibile atteggiamento in spregio al lavoro del Parlamento». «Vi cambiamo la legge con un messaggio in replica – ha insistito in tono canzonatorio – ma non sappiamo che fine farà».
Non accenna a raffreddarsi neanche il fronte delle risorse per la sicurezza, altro tema caro al Governo, al quale però la manovra non sembra aver dato lo spazio sperato . Non a caso a Palazzo Chigi è arrivata una nuova lettera congiunta dei sindacati di settore (Sap, Coisp-Mosap, Fsp Polizia e Silp-Cgil) e i toni non sono più concilianti della precedente: «Per il governo la sicurezza è uno slogan adatto ai discorsi pubblici ma non è una priorità quando si tratta di mettere in campo risorse concrete. A fronte di proclami e attestazioni di stima, il testo della manovra continua a lasciare la Polizia e l'intero Comparto Sicurezza e Difesa senza tutele adeguate e senza risposte concrete».
Nel frattempo, anche la Camera ha calendarizzato l’arrivo della manovra in Aula: approderà a Montecitorio il 28 dicembre, con votazione finale il 30.
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